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Votazioni: a proposito di permessi per “poter votare”

Ad ogni competizione elettorale veniamo inondati di richieste di chiarimenti sulle regole per potersi recare a votare nel caso in cui un lavoratore abbia la residenza diversa dalla sede di servizio

17/06/2003
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Ad ogni competizione elettorale veniamo inondati di richieste di chiarimenti sulle regole per potersi recare a votare nel caso in cui un lavoratore abbia la residenza diversa dalla sede di servizio. Ci sembra utile pubblicare questo quesito ricevuto nei giorni scorsi e la relativa risposta fornita dai nostri esperti.

Domanda

Sono un collaboratore scolastico che lavora a Como ma risiede a Napoli. Ho chiesto tre giorni di permesso per andare a votare ma il dirigente scolastico ha detto che non mi spettano. E' vero? Grazie, Ciro Papa

Risposta

I permessi per recarsi a votare spettano solo a coloro che hanno chiesto il trasferimento della residenza sul luogo di servizio ma non hanno ottenuto in tempo utile l'iscrizione nelle liste elettorari della nuova residenza (CM Tesoro rag. gen. Stato Igop n. 23 del 10.3.92). In questo caso i giorni di permesso sono retribuiti e sono concessi in base ai seguenti criteri: gg 1 per distanza da 350KM fino a 700KM e gg 2 per distanze superiori ai 700 Km o per spostamenti da e per isole.

Chi invece non ha trasferito la propria residenza (non si è obbligati) può chiedere di usufruire dei permessi per motivi personali e familiari previsti dal CCNL.
Tre giorni retribuiti per il personale con contratto a tempo indeterminato o sei giorni non retribuiti nel caso dei supplenti. Cordiali saluti

Roma, 17 giugno 2003