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Sopravvivere da precari contenendo i danni

Guide per supplenti e per orientarsi nei contratti.

12/08/2010
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Il precariato da condizione transitoria rischia di diventare la forma di lavoro più diffusa e più stabile in tutti i settori pubblici e in particolare in quelli della conoscenza.

Sono migliaia, tra docenti, ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi che lavorano da precari nelle scuole, nelle università e negli enti di ricerca, in una giungla fitta di numerose tipologie contrattuali. Nella scuola sono precari i supplenti, quelli che ogni anno aspettano una nomina: molti di loro sono andati in pensione da precari, moltissimi stanno agognando da 20 o 30 anni il sospirato "ruolo", ce ne sono altrettanti che passano l'estate sperando che la cattedra non sia stata cancellata.

Una quota di precariato sarebbe fisiologica in tutti i settori di lavoro, legata alla stagionalità o ai progetti a termine. Il problema italiano è che la quantità di precariato è diventata patologica, soprattutto perché è figlia dei tagli finanziari. Nei settori della conoscenza non ci sono riforme o riordini, non c'è politica, ci sono tagli e solo tagli.

La FLC CGIL in questi anni ha promosso tante campagne a favore dei precari. Alcune hanno dato anche dei risultati importanti. Gli strumenti principali per combattere il ricorso al precariato si trovano nei contratti collettivi. Ma il governo sta tentando di spuntare anche quest'arma.

Tra gli strumenti che la FLC CGIL ha messo a disposizione dei precari della scuola, dell'università e della ricerca ci sono due libriccini , stampati dalle Edizioni Conoscenza

  • I precari nell'università e nella ricerca. Piccola guida per orientarsi nella giungla dei contratti di Francesco Sinopoli e Giuseppe Benincasa.

  • Guida per i supplenti della scuola statale di Corrado Colangelo.

Sono una sorta di bussola per conoscere diritti e doveri e, soprattutto, per difendersi.

Per sfogliarli e leggerne qualche brano si può consultare il sito www.edizioniconoscenza.it nella sezione libriccini.