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Sciopero 24 novembre 2012: appello al mondo dell'università, della ricerca e dell'alta formazione artistica e musicale

La FLC CGIL invita i lavoratori degli atenei, degli enti di ricerca e dell'AFAM a sostenere le ragioni della scuola.

22/11/2012
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Non solo la scuola ma tutto il mondo della conoscenza è in ginocchio.

I tagli confermati all'Università (altri 400 milioni di euro) e agli Enti di Ricerca insieme al blocco di fatto delle assunzioni, lo stato di sostanziale abbandono dell'Alta Formazione Artistica e Musicale, stanno letteralmente distruggendo uno dei maggiori patrimoni di competenze del nostro paese. La chiave per un futuro migliore.

La condizione dell'ENEA con i laboratori che chiudono in molte parti del paese, dell'INGV con i contratti in scadenza al 31 dicembre e il rifiuto di prorogarli mettendo a rischio la sorveglianza sismica e vulcanica, così come dell'ISPRA, oppure la situazione dei precari dell'ISFOL, o i lavoratori dell'INRAN il cui stipendio è perennemente a rischio, solo per fare alcuni esempi, ci raccontano della condizione di sbando in cui versa la seconda rete di ricerca. Il prelievo forzoso sui fondi di progetto operato dal CNR rappresenta poi un'onta alla storia di questa istituzione già oltraggiata dai ripetuti tagli e da un riordino insensato.

L'utilizzo delle esternalizzazioni coperte con il velo delle fondazioni, vedi il caso di Messina come di altre, è la cartina di tornasole dello smantellamento delle università che l'ulteriore taglio al fondo ordinario aggraverà. L'espulsione in massa dei lavoratori, ad iniziare da coloro che operano nelle ditte esterne e dai precari, produrrà il crollo dell'offerta formativa e dei servizi agli studenti.

L'obiettivo del governo Monti sulla scia del pensiero liberista che alberga in molti dei suoi sostenitori ed è ben espresso nella linea attuale della commissione Europea è quello di chiudere la maggioranza degli enti di ricerca e delle università a partire da quelle meridionali.
Non saranno necessari decenni per raggiungere questo obiettivo ma 3 o 4 anni al massimo.
Non sono in gioco solo tagli lineari ma vere e proprie scelte di natura politica e ideologica.
Il Paese secondo Monti non può più permettersi queste istituzioni come gran parte della sua scienza di base e applicata e dell'istruzione superiore.

Nell'AFAM la mancata definizione di un quadro normativo completo che dia certezze a tutto il sistema, la progressiva ed inesorabile precarizzazione della docenza, il blocco triennale (2012- 14) degli scatti di anzianità secondo le medesime modalità della scuola ma senza alcuna possibilità di recupero, la totale mancanza di risorse per investimenti e ricerca, i finanziamenti per il funzionamento ordinario ridotti al lumicino, segnalano chiaramente la volontà di ridimensionare l'intervento pubblico nel settore, al di là delle propagandistiche affermazioni sulla importanza strategica della formazione artistica per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del nostro paese.

Noi diciamo NO. E lo diciamo a Monti come a tutta la politica. Non c'è democrazia, non c'è sviluppo, non c'è lavoro né cittadinanza senza istruzione e ricerca. L'unico spread che ci interessa è quello del sapere che Monti ha aggravato.

Il 24 novembre sarà in piazza certamente la scuola ma facciamo appello alla partecipazione di tutti gli studenti e del personale degli enti di ricerca, delle università e delle istituzioni AFAM, affinché il movimento si allarghi già a partire da questa giornata per cambiare il futuro del nostro Paese.