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La valutazione nella conoscenza. Prima giornata del convegno nazionale

Proficuo il confronto tra il sindacato e il Ministro dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca che ha preso importanti impegni.

17/10/2013
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Un proficuo scambio di opinioni con la Ministra Carrozza ha caratterizzato la prima giornata del convegno nazionale sulla valutazione in corso a Roma il 16 e 17 ottobre 2013.

I lavori sono stati aperti da Martha Nussbaum, presente in video con un’intervista rilasciata in esclusiva alla FLC CGIL proprio in occasione del convegno.
La filosofa americana ha subito messo in evidenza gli errori più comuni dei metodi di valutazione, in particolare i test che deprimono il pensiero critico. Un altro errore strutturale è definire il metodo prima di stabilire cosa vada valutato e gli obiettivi che si intende raggiungere. Nussbaum è convinta dell’importanza della valutazione. “Se c’è un buon sistema di valutazione – ha detto – vuol dire che la democrazia ha già fatto un progresso”. Il fatto stesso che si sviluppi un dibattito pubblico sugli obiettivi da raggiungere è un passo in avanti per la democrazia. Il concetto di partecipazione e condivisione nel definire strumenti e obiettivi della valutazione sarà poi ricorrente nel corso del convegno.

La Valutazione nella Conoscenza, per la qualità e i diritti

Le relazioni dei segretari nazionali Gianna Fracassi e Francesco Sinopoli hanno preso le mosse proprio dall’assunto che la valutazione sia necessaria ma bisogna sapere cosa valutare e, soprattutto nelle istituzioni della conoscenza, stabilire le finalità dei sistemi e su queste attivare la valutazione.
Fracassi e Sinopoli hanno posto diverse domande al ministro e hanno esposto una serie di critiche alle pratiche valutative messe in opera dall’Anvur e dall’Invalsi.

La valutazione della qualità della ricerca nelle università e negli enti di ricerca (VQR) – ha spiegato Sinopoli – è stata condizionata da una stagione politica che ha fatto dell’attacco al sistema pubblico la base ideologica per i tagli di un decennio: è stato applicato un metodo – già criticato da molti che nel mondo lo avevano adottato – fondamentalmente punitivo con lo scopo di scatenare una competizione dannosa. Sino poli ha criticato il metodo di stilare graduatorie, classificare riviste, gli indicatori bibliometrici… La mole enorme di dati raccolti possono essere utili, ma anche mistificanti. Leggi il testo integrale dell'introduzione.

Fracassi ha espresso preoccupazione per il regolamento sulla valutazione che è nato troppo in fretta senza neppure i passaggi istituzionali di rito e che manifesta intenti, anche qui, punitivi. Eppure nella scuola non serve competizione, ma cooperazione. Il regolamento mette insieme cose troppo diverse, dalla valutazione degli alunni a quella individuale a quella di sistema. Questo non corrisponde alla nostra idea di scuola. “Un luogo che promuove lo sviluppo umano e che costruisce competenze e conoscenze. In una parola: la scuola che prepara alla vita. Se questa è la complessità che si deve valutare, non ci siamo. C’è una complessità di fondo in questo regolamento in cui si sono messe insieme troppe cose che insieme non stanno bene”. Leggi il testo integrale dell'introduzione.

Maria Chiara Carrozza, dopo essersi soffermata sull’importanza di avere una visione unificante di tutto il sistema di istruzione dall’infanzia all’università, in questo accogliendo l’invito di Fracassi ai “pensieri lunghi”, ha precisato la propria idea sulla valutazione. Non valutazione del singolo, ma delle politiche: il governo di un’istituzione nel suo complesso e anche delle politiche scolastiche del ministero. Ha parlato di rendicontazione e di trasparenza. Il compito del Miur secondo una concezione non dirigistica è “selezionare, investire, trasformare”, ma per il momento il ministero è al primo step. Con soddisfazione della platea la ministra ha annunciato un ripensamento complessivo del sistema di valutazione e dei compiti dell’Anvur che deve diventare un’agenzia terza, che si occupi dei metodi per valutare gli obiettivi stabiliti in sede politica. Infine ha espresso l’opinione che Anvur e Invalsi si debbano parlare per poter dare alle istituzioni educative gli elementi conoscitivi dei diversi percorsi di studio.

Altre questioni sono state poste alla ministra dal maestro Enrico Pisa, direttore del Conservatorio di Vicenza, e da Gianni Carlini, responsabile del dirigenti scolastici della FLC CGIL.

Il maestro Pisa ha ricordato la riforma incompleta dell’Afam e quindi la difficoltà di adottare un sistema di valutazione quando non sono ancora definiti gli obiettivi. Nonostante questo nell’Afam è molto praticata l’autovalutazione, perché comunque i nostri conservatori devono sfornare eccellenze e talenti, anche se un eccesso di burocrazia ostacola le loro esibizioni.

Carlini ha lamentato l’enorme quantità di norme che affligge il lavoro dei dirigenti scolastici, dando responsabilità e incombenze in assenza di risorse e di fronte a un personale fortemente demotivato. Su che base si può valutare il governo di una scuola in queste condizioni? Carlini ha poi richiamato l’importanza di dare voce alle scuole, della loro partecipazione e del loro coinvolgimento nelle scelte che le riguardano.

La ministra Carrozza ha ricordato di avere bloccato le procedure della valutazione Afam, proprio nella consapevolezza che vadano prima definiti gli obiettivi in sintonia con la riforma del 1999. Ha poi manifestato grande interesse per lo sviluppo dell’insegnamento della musica anche nella scuola, parlando degli istituti musicali pareggiati e di un loro rientro nelle competenze statali. L’Afam, ha detto, è un settore dimenticato e invece l’Italia deve cominciare ad attrarre studenti anche dall’estero. Molto decisa è stata Maria Chiara Carrozza ad aprire un dialogo con le scuole e con chi ci lavora, anche perché si è parlato molto di scuola senza coinvolgere i diretti interessati.

Infine, rispondendo ad altre domande, la ministra ha dichiarato di volere rivedere il reclutamento nella scuola perché quello attuale crea un groviglio di interessi che mette i lavoratori l’uno contro l’altro. A nuove proposte sta lavorando il sottosegretario Rossi Doria. Non si è nascosta la difficoltà, quindi ci saranno anche soluzioni transitorie, ma l’obiettivo è rivedere il sistema. Un primo passo è stato il piano triennale delle immissioni in ruolo.