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Pensioni: Camusso, interventi per far cassa e socialmente insopportabili

Richiesta a CISL e UIL di una riunione unitaria delle segreterie per valutare le conseguenze della manovra sui lavoratori e pensionati.

04/12/2011
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Da www.cgil.it

Il taglio della manovra economica così com'è stata presentata è “socialmente insopportabile”. C'è un colpo durissimo sui pensionati all'interno di un'idea portante che sembra essere quella di “fare cassa sui poveri del nostro paese”. E se il giudizio con CISL e UIL è sostanzialmente condiviso è arrivato “il momento di un'iniziativa comune” delle tre confederazioni sindacali finalizzata al cambiamento della parte iniqua della manovra economica. Per questo la CGIL ha chiesto un incontro alle due organizzazioni sindacali “per valutare le conseguenze sui lavoratori e sui pensionati”. È questo in estrema sintesi il messaggio che ha voluto lanciare oggi Susanna Camusso, Segretario Generale del sindacato di Corso d'Italia, nel corso di una conferenza stampa convocata a poche ore dal termine del confronto tra il governo Monti e le parti sociali sulla manovra da circa 24 miliardi. Video su CGILtv

In attesa di poter dare un giudizio compiuto sull'intero complesso di misure al momento, ha riferito il leader della CGIL, “il peso della manovra” tra gli interventi sulle pensioni di anzianità e il blocco della rivalutazione delle pensioni appena sopra i minimi, produrrà “un peggioramento della condizione di crisi” rendendo il carattere della correzione di bilancio recessivo. È di fatti “socialmente insopportabile” aver cancellato l'adeguamento delle pensioni al costo della vita in particolare nella parte che riguarda il blocco delle indicizzazioni rispetto all'inflazione delle pensioni sopra i 467 euro, in questo modo, spiega Camusso, si ridurranno ulteriormente i consumi con un effetto depressivo sull'economia. Anche per quanto riguarda l'aumento dell'età per l'accesso alla pensione il Segretario Generale della CGIL dà un giudizio fortemente negativo. “Abbiamo già detto - spiega a proposito dei contributi necessari ad andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia - che 40 è un numero magico e intoccabile. E' molto complicato dare un giudizio di equità su questa manovra". Anzi appare sempre di più “una scelta per fare cassa e l'affermazione che si tratti di una riforma non corrisponde a verità”.

E se pure sono riscontrabili alcune scelte positive manca assolutamente quell'equità annunciata e promessa dal professor Monti ma allo stato non pervenuta. Si potevano recuperare risorse da chi in questi anni non ha contribuito. Camusso ha elencato una serie di scelte che si potevano e si possono ancora fare: da un accordo con la Svizzera per il pagamento delle imposte sui depositi bancari ad una rivisitazione della tassazione sui capitali scudati fino alla cancellazione della commessa per i bombardieri F 35 che da sola vale 13 miliardi. Così come manca una tassa sulle grandi ricchezze perché la tassazione sulla casa reintrodotta sembra cadere ancora una volta sui soliti noti mentre la lotta all'evasione è in continuità con il passato governo. La domanda lecita che quindi il leader della CGIL fa al premier Monti è: “Ma non doveva essere una manovra equa?”.

E ricordando le parole che essa stessa aveva detto ieri nel corso dell'Assemblea nazionale dei delegati della CGIL ha aggiunto: “Lo ribadiamo: non ci rovini la festa per il cambiamento. Senza equità, pur nel rigore, rischia di esserci continuità con il passato governo”. Spazi per un cambiamento però ce ne sono. Per questo Camusso ha proposto a CISL e UIL una riunione unitaria delle segreterie per valutare le conseguenze della manovra sui lavoratori e sulle pensioni. “È arrivato il momento - ha concluso - di un'iniziativa comune con CISL e UlL”.

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