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Panini: vogliono una scuola privata e confessionale

Dall'Unità del 6 novembre 2001

07/11/2001
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Dall'Unità del 6 novembre 2001

"Siamo di fronte a una cessione di sovranità dello Stato italiano e a una discriminazione nel mercato del lavoro. Una pubblica assunzione verrà effettuata discrezionalmente secondo il parere di un'autorità non statale come quella ecclesiastica"
E' preoccupato il segretario della CGIL scuola Enrico Panini dopo la proposta del ministro Moratti sull'assunzione degli insegnanti di religione.

- Segretario, cosa c'è che non vi convince nella proposta del ministro?
Nelle scorse legislature queste proposte erano state avanzate da singoli deputati o dai gruppi parlamentari. Questa volta, invece, scende in campo direttamente il governo: questo indica la volontà di riscrivere di sana pianta concetti come la laicità e la dimensione pubblica dello Stato.

- In che senso?
L'idoneità verrà concessa discrezionalmente dall'autorità ecclesiastica: questo significa poter entrare nelle scelte personali degli insegnanti rendendoli meno liberi. Penso al caso di un'insegnante di religione di Firenze a cui fu revocata l'idoneità dal vescovo perchè era incinta. Il Comitato Nazionale per le pari opportunità impugnò questo caso davanti alla Corte dell'Aia. Un altro caso è quello di un insegnante rimosso perchè omosessuale. E poi c'è un altro fatto molto grave: contrariamente al testo approvato dal Senato nella scorsa legislatura, questo disegno di legge non prevede che gli insegnanti di religione siano laureati. Quando quel testo fu approvato ci fu una sollevazione da parte delle associazioni degli insegnanti di religione: La proposta del governo dimostra così di aver accolto le pressioni più corporative.

- Come andrebbe regolata la posizione dei prof. di religione?
Una regolamentazione esiste già. Inoltre si tratta di una materia facoltativa per cui non sono mai state previste assunzioni: in teoria infatti potrebbe succedere che nessuno ne faccia richiesta. Il problema c'è e lo dimostra il fatto che assumono solo il 70 % degli insegnanti, per tutelarsi.

- Esiste il rischio di discriminazioni per gli altri insegnanti?
In caso di revoca gli insegnanti di religione precedono gli altri nelle graduatorie. Così le regole dell'occupazione vengono profondamente distorte proprio nella fase dell'accesso. Questa turbativa si aggiunge a quella approvata in agosto e che riguarda i supplenti: con quella norma si sono equiparate le supplenze nella scuola privata a quelle nella scuola pubblica. In pratica, in termini di punteggio nellegraduatorie pubbliche, un insegnante che ha fatto supplenza in istituti privati (e cioè su discrezione della direzione del singolo istituto) è equiparato ai supplenti della scuola pubblica che vengono assegnati in base a graduatorie.
Insomma, le regole dell'occupazione nella scuola stanno cambiando nella direzione di un sempre maggior sostegno alla dimensione privata e confessionale.

- Ci saranno maggiori oneri per lo Stato?
Sicuramente ci sarà una lievitazione dei costi.

- Proprio nel momento in cui il governo taglia i fondi per la scuola?

E' chiaro che ci sono due pesi e due misure. Il governo taglia posti di lavoro nella scuola e poi procede a queste assunzioni "confessionali". E così non fa altro che produrre ulteriori tensioni e lacerazioni.