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Il documento dell’Accademia dei Lincei su università e ricerca

Non si può più attendere, dicono gli Accademici

24/02/2006
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“Università e Ricerca: non si può più attendere” è il titolo di un documento prodotto dall’Accademia Nazionale dei Lincei che sottolinea l’urgenza di “ un riesame della questione universitaria e dell’assetto normativo degli enti di ricerca, tenendo conto dell’emergenza nazionale dalla cui soluzione dipende il futuro del nostro Paese.”

Come FLC che in tante occasioni abbiamo denunciato gli interventi messi in atto sull’università e gli enti pubblici e gli effetti deleteri sulla ricerca, non possiamo non dire un sentito grazie agli Accademici, che dalla loro posizione di assoluto prestigio culturale richiamano tutti all’urgenza di invertire chiaramente la rotta.

Sarebbe opportuno che la politica tutta riflettesse al fatto che l’Accademia dei Lincei, normalmente non propensa a prendere posizioni forti, ha sentito l’obbligo morale di preparare questo documento.

Può risultare sorprendente, ma solo per chi non abbia seguito nei dettagli l’evolversi del disastro Moratti, la puntuale sintonia tra gli argomenti enunciati dall’Accademia dei Lincei e le nostre reiterate denunce:

Università come luogo di formazione e di ricerca e dotato di piena autonomia gestionale e progettuale,

Enti di ricerca autonomi e con organismi di governo designati con il concorso delle comunità scientifiche di riferimento,

Ministero con ruolo di coordinamento, indirizzo e pianificazione delle risorse, senza interferire con le autonomie,

Un corpo indipendente che valuti in accordo con i criteri condivisi a livello internazionale.

Il documento affronta in dettaglio alcuni altri aspetti tra i quali la figura del docente dell’università, l’importanza del capitale umano per la ricerca e la responsabilità politica di assegnare risorse adeguate per gli obiettivi da perseguire.

La frase finale del documento è la seguente

La situazione generale si sta deteriorando, serve un forte cambiamento di rotta, e se questa discontinuità non avviene a tempi brevi, la ricerca in Italia e le capacità innovative del paese rischiano di subire danni irreparabili.

Come FLC ci auguriamo che le forze politiche che andranno a governare questo Paese condividano questa preoccupazione ed operino in modo adeguato.

Roma, 24 febbraio 2006