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La FLC CGIL aderisce e partecipa alle iniziative della Rete “Genova 2021: Voi la malattia. Noi la cura”

A 20 anni dal G8 di Genova: per non dimenticare una delle pagine più buie della nostra democrazia.

13/07/2021
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A 20 anni dal G8 di Genova 2001, la FLC CGIL aderisce e partecipa alle iniziative promosse per non dimenticare una delle pagine più buie della nostra democrazia dal dopoguerra e rilanciare le ragioni del movimento alterglobalista.

Giustamente, il movimento che scese in piazza in quelle giornate è stato definito “il movimento dei movimenti”, perché era ampio, composito, globale, animato da tante identità diverse, ma unite da un’unica convinzione: che un altro mondo è possibile, anzi necessario.

Giustamente, quel movimento a cui tante e tanti di noi hanno preso parte voleva un mondo che mettesse al centro la democrazia partecipativa, la sostenibilità sociale e ambientale, i diritti, l’idea di una cittadinanza piena e inclusiva per tutte/i. Un’idea di mondo insomma opposta alla deriva antidemocratica, neo liberista e mercatista, distruttiva dell’ambiente che la globalizzazione aveva chiaramente da tempo intrapreso.

Quel movimento è stato represso nel sangue delle cariche delle forze dell’ordine; nel sangue della Diaz, di Bolzaneto; nel sangue di Carlo Giuliani in piazza Alimonda.

Tutti fatti per i quali se fosse esistita ed esistesse anche nel nostro Paese una norma chiara e applicabile sul reato di tortura, in tante/i sarebbero dovuti essere condannati.

A 20 anni di distanza è doveroso ricordare, ma soprattutto tornare a riflettere su come costruire, oggi, un percorso partecipato da reti, associazioni, sindacati, movimenti sociali per rimettere al centro quelle istanze tuttora valide e costruire un mondo diverso da quello ci hanno consegnato e di cui la pandemia diventa il simbolo tragico.

Infatti, anche l’uscita dalla crisi pandemica non può prescindere dal ripensare il modello di sviluppo di cui quella stessa crisi è figlia. Un modello di sviluppo tuttora incentrato esclusivamente su interessi economico finanziari e che non è più compatibile con la stessa sopravvivenza dell’umanità, come il movimento dei movimenti aveva ben intuito e le studentesse e gli studenti di Fridays for future, che all’epoca non erano nati, hanno ribadito. Proprio la pandemia ha messo di nuovo in luce la stretta connessione fra salute, clima, ambiente, lavoro, giustizia sociale, sistema produttivo e stili di vita. La pandemia ha messo a nudo tutti i limiti di una società basata sulle disuguaglianze che in questi 20 anni che ci separano da Genova hanno continuato a crescere.

Un nuovo mondo possibile fondato sull’ecologia integrale, sui diritti di cittadinanza per tutte/i, sull’uguaglianza, sulla democrazia è l’unica strada che possiamo percorrere, perché non servono piccole correzioni, aggiustamenti, cambiamenti progressivi, serve una vera rivoluzione dei presupposti teorici e materiali su cui si è basato l’attuale modello di creazione e distribuzione della ricchezza. Per questo servirebbe un nuovo movimento dei movimenti. Ci sono beni che non sono mercificabili: la vita e il lavoro che è una parte di essa, l’ambiente, la conoscenza. La conoscenza, come l’acqua, non può essere sottratta da nessuno e non può essere negata a nessuno, perché è un diritto universale e inalienabile, che rende libere le persone.

Per queste ragioni la FLC CGIL aderisce e partecipa alle iniziative e agli eventi promossi dalla Rete “GENOVA 2021: VOI LA MALATTIA, NOI LA CURA”.

Memoria ma soprattutto futuro.