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Si rinnova il Comitato Europeo Permanente sull’Università e la Ricerca dell’ETUCE

Alla FLC CGIL una vice-presidenza. Turchia, Processo di Bologna, RESAVER i principali temi in agenda.

15/03/2017
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Si sono svolti dall’14 al 15 marzo 2017 a Bruxelles i lavori del Comitato Europeo Permanente sull’Università e la Ricerca (HERSC) con la partecipazione di oltre 40 organizzazioni in rappresentanza di circa 30 paesi europei. Il comitato coordina le attività dei sindacati che in Europa organizzano i settori dell’Università e della Ricerca e sostiene il Bureau Europeo dell’ETUCE (European Trade Union Committee on Education). La FLC CGIL saluta Jens Van Jens (Dansk Magisterforening) che ha presieduto negli ultimi dieci anni il Comitato e fa i propri auguri al nuovo presidente eletto Rob Copeland (University College Union). Le due vice-presidenze elette vanno ad Annette Dolan (Teachers’ Union of Ireland) e Alessandro Arienzo (FLC CGIL).

Susan Flocken, direttrice generale dell’ETUCE, ha introdotto i lavori sottolineando l’importanza di un comitato che s’insedia in un momento difficile per l’Europa, attraversata da spinte disgregatrici e segnata da politiche di austerity che hanno profondamente indebolito lo spazio europeo dell’educazione e della ricerca. Nella sua introduzione, Susan Flocken ha fatto il punto sulle politiche di dialogo sociale e sulle iniziative dell’Internazionale dell’Educazione e di ETUCE. Tra le emergenze vi è l’aggravarsi del clima di repressione del dissenso politico in Turchia, particolarmente dei lavoratori nei settori dell’educazione. La recente missione svolta da una delegazione di ETUCE in quel paese ha portato alle organizzazioni sindacali, ai lavoratori e agli studenti, e a tutti gli attivisti per i diritti politici e sociali il proprio sostegno. La situazione in Turchia resta gravissima, con oltre 15000 docenti universitari licenziati e che hanno visto cancellati – insieme alle loro famiglie – i diritti politici e sociali minimi, l’accesso ai servizi sociali, sanitari e pensionistici. Moltissime scuole e università sono state chiuse e il governo ha favorito l’apertura di istituzioni private e confessionali. Tutti i docenti licenziati sono stati rimpiazzati con docenti precari, sottoposti ad un rigido controllo politico. ETUCE è impegnata in una pluralità di azioni di solidarietà, dalla raccolta di finanziamenti per il sostegno dei lavoratori licenziati e delle organizzazioni sindacali colpite dal governo turno a iniziative di sensibilizzazione e pressione sui governi Europei e non Europei. Quanto accade è inaccettabile e sono inaccettabili le incertezze e ambiguità delle istituzioni europee che lasciano ai singoli paesi le iniziative di contrasto al governo turco.

Temi di confronto tra le organizzazioni sono state le indicazioni sull’educazione e la ricerca proposte dal Consiglio Europeo nell’ambito del Semestre Europeo. In particolare i country reports 2017 licenziati dalla Commissione Europea costituiscono un chiaro tentativo di vincolare il sistema universitario e della ricerca europeo alle esigenze di breve termine dell’impresa e non tengono conto della più generale funzione educativa e sociale dell’insegnamento e della ricerca. Se l’Europa vuole darsi un futuro deve ribaltare le proprie priorità e accogliere innanzitutto le sfide dell’inclusione sociale, della libertà accademica e della ricerca. Tra queste, la sfida posta dal crescente precariato è una delle più importanti. La FLC CGIL ha illustrato al comitato gli esiti della campagna #perchénoino richiamando la necessità di rafforzare le iniziative comuni su base europea sul tema della precarietà.

Tema di confronto sono stati anche i documenti europei New Skills Agenda for Europe e “Schools Package” e i lavori preparatori della prossima Conferenza Ministeriale sul Processo di Bologna. Ampio confronto anche sulle iniziative relative ai 30 anni del Programma Erasmus. Il Programma Erasmus è certamente la più importante esperienza di mobilità europea, tuttavia i dati raccolti dalla Commissione mostrano come sia ancora oggi un programma di cui beneficiano in gran parte studenti di fasce sociali agiate. Peraltro, restano ancora molte le difficoltà per il pieno riconoscimento delle esperienze formative e degli esami sostenuti. Il comitato ha condiviso la necessità di preparare un documento di sintesi e valutazione del programma Erasmus con alcune proposte da sottoporre alle istituzioni europee. Allo stesso modo, è in preparazione una dichiarazione dell’ETUCE sulla Proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio sul diritto d’autore nel mercato unico digitale (COM 2016 593).

Diversi gli incontri istituzionali svolti nella due giorni. Il primo di questi è stato con Colin Tück, direttore dello European Quality Assurance Register for Higher Education (EQAR) che coordina a livello le attività di realizzazione di un quadro europeo per l’assicurazione di qualità per conto delle seguenti organizzazioni europee: European Association for Quality Assurance in Higher Education (ENQA), European Students Union (ESU), European University Association (EUA) and European Association of Institutions in Higher Education (EURASHE). Colin Tück che ha illustrato il ruolo e le funzioni dell’istituto e presentato il rapporto di auto-valutazione 2016 reso pubblico nei mesi scorsi e il rapporto relativo alla costruzione del Database of External Quality Assurance Results che raccoglierà i dati a livello europeo provenienti dalle agenzie dei singoli paesi aderenti. Il Comitato ha quindi discusso con Andreas Dahlen, DG Research of the European Commission sullo stato di avanzamento di realizzazione dello schema pensionistico supplementare RESAVER non-for profit (www.resaver.eu), dedicato in maniera particolare (ma non esclusiva) ai ricercatori in mobilità intraeuropea. Nell’ambito di uno schema che si colloca nel cosiddetto “secondo pilastro”, RESAVER sta preparando una proposta di schema pensionistico nell’ambito del “terzo pilastro” dedicato a dottorandi, assegnisti, contrattisti. Il confronto tra le organizzazioni sindacali e la Commissione, che prosegue da oltre un anno, verte principalmente su ruolo e composizione del governance board dello schema, sui suoi costi e le garanzie di trasparenza e accountability, la gestione finanziaria e la natura degli investimenti, la tutela e il rafforzamento delle politiche pensionistiche del primo-pilastro. Particolarmente delicata è la questione dell’armonizzazione dello schema europeo con le diverse esperienze nazionali; negli ultimi mesi la Commissione ha accolto la proposta dei sindacati di inserire nell’assemblea generale di RESAVER le rappresentanze dei lavoratori, e di garantire “la neutralità” dello schema rispetto agli schemi pensionistici previsti dai contratti nazionali e dalle legislazioni dei singoli paesi. RESAVER è uno degli elementi di base della costruzione del mercato europeo dei ricercatori insieme a EURAXESS.

Infine, su proposta della FLC CGIL e delle organizzazioni sindacali francesi è stata anche discussa l’iniziativa March for Science che si terrà anche in Italia il prossimo 22 aprile. Sono molte le organizzazioni sindacali che in Europa, e nel Mondo, sono impegnate a sostenere questa iniziativa.