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IRAN. Uno sciopero senza precedenti degli insegnanti i per sostenere il diritto a salari decenti

Gli insegnanti iraniani attendono da cinque l’innalzamento dei loro salari oltre la soglia di povertà e ora il presidente Ahmadinejad sta per vanificare ogni speranza, in quanto intenzionato ad abrogare la legge sulla Parità salariale, già redatta dal parlamento precedente, nel 2001,che costituiva la risposta alle massicce proteste tenutesiallora in tutto il paese, a cui, però, non è mai stata applicazione.

06/03/2007
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Gli insegnanti iraniani vivono in condizioni di povertà, con uno stipendio medio mensile di 278 dollari USA, il più basso in tutto il settore pubblico, al di sotto della soglia di povertà, pari a 543 dollari. I docenti sono quindi costretti a svolgere altri lavori e, a peggiorare le cose, l’inflazione ha eroso ulteriormente negli ultimi 5 anni il potere d’acquisto dei salari.
Anche le condizioni di lavoro sono peggiorate negli ultimi anni: in molte scuole manca il riscaldamento, le strutture sono fatiscenti, mancano banchi e sedie: nelle aree rurali mancano i trasporti per accompagnare gli studenti e i docenti a scuola e a volte le scuole sono prive dei più elementari strumenti didattici, come i libri di testo. Bassi salari e cattive condizioni di lavoro sono le cause dirette dell’alto tasso di fallimento scolastico: nel 2006, 4 milioni di studenti, più di un terzo della popolazione scolastica, sono andati incontro all’insuccesso.
La protesta dei docenti va avanti malgrado le misure repressive del governo iraniano: sit - in di protesta per l’abrogazione della legge si sono tenuti in varie parte del paese, fino alla proclamazione dello sciopero del 6 marzo.

Roma, 6 marzo 2007