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Inchiesta OCSE-PISA: pubblicato il rapporto sulle competenze degli studenti quindicenni in materia finanziaria

L’Italia risulta sotto la media la media OCSE ma in miglioramento rispetto ai dati precedenti.

25/05/2017
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E’ stato pubblicato oggi il rapporto OCSE-PISA sulle competenze degli studenti quindicenni in materia finanziaria. L’indagine, che si riferiva solo a competenze di base, non ha riguardato tutti i paesi OCSE ma solo una quindicina di cui sette europei: Belgio (anche se solo la scuola fiamminga ha partecipato), Italia, Paesi Bassi, Spagna, Polonia, Slovacchia e Lituania. Gli altri paesi extraeuropei erano gli USA, la Russia, la Cina (4 province), il Canada (7 province), l’Australia, il Perù, il Cile e il Brasile.

In testa alla classifica si collocano le 4 province cinesi (566), il Belgio fiammingo (551), il Canada (533), la Russia (512), i Paesi Bassi (509) e l’Australia (504), tutti sopra la media OCSE (489).

Le principali conclusioni a livello internazionale sono le seguenti:

  • Più gli studenti sono sfavoriti socialmente, più è debole la loro cultura finanziaria. La stessa cosa vale per gli immigrati.
  • Il 12% ottiene il livello più alto di risultati, mentre il 22% si attesta al livello più basso.
  • In linea di massima le ragazze sono più preparate dei ragazzi, tranne che in Italia.
  • Nonostante alcune eccezioni, i buoni risultati in cultura finanziaria corrispondono ai buoni risultati già registrati in matematica e in alfabetizzazione letteraria.
  • L’influenza maggiore in cultura finanziaria sembra arrivare più dalle famiglie che dalla scuola.
  • Il 56% dei ragazzi  avrebbe un proprio conto in banca, mentre il 64% avrebbe introiti economici derivanti da lavori formali o lavoretti informali (collaborazioni familiari, babysitteraggio, lavori estivi ecc.).

Per quello che riguarda l’Italia, ad un primo veloce esame, si possono evidenziare alcuni aspetti particolari:

  • L’Italia (481) risulta ancora una volta sotto la media la media OCSE (489), ma, come spesso accade, con le regioni del Nord sopra la media (Alto Adige 523, Trentino 510, Lombardia 505) e quelle del Sud sotto (Campania 452).
  • Tra le nazioni che si erano sottoposte al test anche nel 2012 l’Italia e la Russia sono le uniche che migliorano.
  • In Italia solo il 35% dei ragazzi avrebbe un proprio conto in banca (nei Paesi Bassi sono il 95%!) e solo il 20% trarrebbe piccoli guadagni dai lavoretti extrascolastici (in Belgio, Paesi Bassi, Canada e USA varia tra il 40 e il 55%).
  • In Italia la propensione dei ragazzi al risparmio metodico è del 42% (in Belgio, Paesi Bassi, Canada e USA varia tra il 49 e il 59%).
  • In Italia la familiarità quotidiana con strumenti economici (ricevute, fatture, moduli bancari e finanziari, bollette ecc.) è del 7% (nei Paesi Bassi è del 45%!).

Il commento dell’Internazionale dell’Educazione su questi dati, pur sottolineando l’importanza della cultura finanziaria, ribadisce che questa non può essere affrontata fuori da una dimensione etica: il modo in cui la ricchezza è distribuita, il suo legame con la fiscalità, il benessere sociale e le opportunità di riuscire nella vita giocano un ruolo fondamentale nella realizzazione di società sane. I risultati del PISA mettono in luce invece gli svantaggi di fronte a cui si trovano i soggetti usciti dall’immigrazione o dalle situazioni socialmente sfavorite. Le competenze in  materia finanziaria non rappresentano che una delle soluzioni che permettono di lottare contro lo sfruttamento, la discriminazione e l’esclusione. L’IE fa dunque appello all’OCSE perché utilizzi i dati in questo contesto.