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CNR: emergenza “coronavirus”, linee di indirizzo per la Fase 2 ancora da definire

La FLC CGIL, in attesa di conoscere il piano operativo elaborato dall’Ente, sottopone alcune proposte per l’avvio della Fase 2.

17/04/2020
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Il 14 aprile 2020 si è svolto l’incontro tra le organizzazioni sindacali e l’Amministrazione sulle “Linee di indirizzo per la gestione delle attività nella fase di transizione alla riapertura delle strutture”.

L’Amministrazione era rappresentata dalla Dr.ssa Gabrielli, con delega del Presidente, dal DG Dr. Brignone e dai Responsabili degli uffici principalmente coinvolti, Dr. Raimondi, Dr. Orrico, Dr. Sotis.

I lavori sono stati aperti dal Dr. Giovanni Maga, Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare di Pavia e consulente della “Cabina di Regia” istituita al CNR per la gestione della fase di emergenza epidemiologica. Il Dr. Maga ha brevemente e chiaramente illustrato la situazione epidemiologica, sottolineando come, nonostante il calo della pressione sulle strutture sanitarie, resta ancora troppo alto il numero dei nuovi contagiati e dei decessi per poter parlare di un reale fine della “Fase 1”. Al momento, ha concluso, lo strumento più efficace per controllare e ridurre la diffusione del virus resta il distanziamento sociale che, purtroppo, dovrà mantenersi ancora a lungo e che ad oggi, nelle more della messa a punto del vaccino, resta anche l’unico.

Al Tavolo ha rivolto un saluto anche il Presidente, il quale dopo aver condiviso alcune sue personali riflessioni sia sul prolungamento del suo mandato sia su significativi aspetti dell’attività di ricerca, che speriamo di riprendere in futuro, ha affermato come la priorità dell’Ente debba essere prima di tutto la salvaguardia della salute del personale.

Sulla base di questo indirizzo si sono quindi succeduti i primi interventi dell’Amministrazione per illustrare le azioni che si stanno mettendo in atto in previsione di una graduale riaperture delle Sedi che, al momento, coerentemente con quanto previsto dal Governo, resteranno chiuse fino al 3 maggio.

L’Amministrazione ha dichiarato che, alla luce del coinvolgimento di alcune Strutture CNR in numerosi progetti inerenti alla tematica COVID 19, il personale coinvolto potrebbe dover rientrare con precedenza nelle Sedi. L’Amministrazione ha poi informato che è stato stanziato un fondo pari a circa 1,5 ML€ per l’acquisto centralizzato di mascherine destinate a tutto il personale dell’Ente. Ha, inoltre, informato che sono inoltre in corso interlocuzioni con i Responsabili delle Aree di Ricerca per la previsione di un rientro graduale del personale nei luoghi di lavoro. Purtroppo, come invece ci saremmo aspettati, l’Amministrazione non ha presentato alcuna proposta concreta su come intende affrontare la cosiddetta “Fase 2”, salvo ribadire che per la maggioranza del personale l’attività dovrà proseguire in modalità di lavoro agile.

I sindacati hanno ancora una volta evidenziato con forza come sia necessario e opportuno un loro maggior coinvolgimento sia a livello nazionale che locale. In particolare modo hanno evidenziato il prezioso ruolo delle RSU e degli RLS che localmente conoscono molto bene le Strutture, ma purtroppo, sinora, tranne qualche rara eccezione, non sono state coinvolte nella gestione della emergenza epidemiologica in atto.

La FLC CGIL, pur non essendo soddisfatta dalla parziale apertura del dialogo con l’Amministrazione, ritiene responsabilmente che la gravità della situazione imponga atteggiamenti costruttivi e pertanto, in attesa di un prossimo incontro e di conoscere il piano operativo elaborato dall’Ente, sottopone, alcune non esaustive, proposte per l’avvio della Fase 2. L’elaborazione di tali proposte tiene presente tutte le raccomandazioni degli esperti sulla necessità di mantenere il distanziamento sociale, contenere la mobilità e tiene altresì conto della complessa differenziazione territoriale del quadro epidemiologico. 

Nel caso in cui la fase emergenziale duri a lungo e quindi si debba prolungare la modalità di lavoro agile per tutti i dipendenti, si dovranno valutare, previo accordo con le organizzazioni sindacali, strumenti atti a tutelare oltre che la salute dei lavoratori anche il salario. Con il Verbale di confronto, sottoscritto il 5 marzo, è stata affrontata responsabilmente l’emergenza, ma superata la prima fase dovrà, a nostro avviso, essere riconsiderato, ricordando che più che lavoro agile, normato dal D.l.gs 81/17, si dovrebbe parlare di lavoro COVID19. 

La FLC CGIL evidenzia che le decisioni assunte hanno comportato per tutti i lavoratori un danno economico con la perdita del buono pasto e degli straordinari/turni e/o il recupero delle ore effettivamente lavorate oltre le 7,12. A ciò si aggiungono le spese per svolgere l’attività lavorativa dal proprio domicilio, per le quali, al contrario di quanto avviene per il personale in regime di telelavoro, non è previsto un contributo.

La FLC CGIL ribadisce l’importanza che agli incontri con i Responsabili di Area e/o i Direttori di Istituti monosede siano convocate anche la RSU e gli RLS. Questi incontri dovranno definire l’idoneità dei locali, le misure di sanificazione pianificate, il numero di possibili presenze contemporanee per ogni singolo ufficio/laboratorio e/o situazioni particolari che necessariamente dovranno essere considerate e che solo coloro che lavorano in loco conoscono e possono tutelare. 

Il lavoro agile dovrà essere incentivato, a tal fine la FLC CGIL ricorda che la Circolare esplicativa 2/2020 del Ministero della Pubblica Amministrazione indicava, tra l’altro, la possibilità di istituire dei corsi di formazione per quelle figure professionali per le quali risulta difficoltoso individuare attività da svolgere in modalità remota e demandava ai datori di lavoro, ovvero ai Direttori/Responsabili, il compito di attivarli.

Il rientro nelle strutture, che comunque potrà avvenire solo con il consenso del lavoratore, dovrà in ogni caso tener conto dei soggetti con particolari patologie o con disabilità per cui può essere raccomandato restare a casa, nonché della distanza casa-sede di lavoro e degli eventuali mezzi di trasporto utilizzati.

I rientri vanno in ogni caso gestiti per garantire tutte le misure di sicurezza. La RSU e gli RLS devono essere informati puntualmente dei piani di rientro.

All’interno delle strutture deve essere infine garantita una sorveglianza affinché le norme siano rispettate da tutti, specialmente quando, sul lungo periodo, l’abitudine potrebbe far venir meno l’attenzione.

La FLC CGIL sollecita quindi l’Ente, nel caso la modalità Lavoro Agile sia prorogata ulteriormente, a valutare la possibilità di rivedere alcune delle condizioni con cui tale modalità è stata attivata, prevedendo anche incentivi per facilitare l’adesione ed evitare che, per ragioni non esclusivamente improrogabili, vi sia un rientro massivo di dipendenti. Ci sarà poi anche da considerare un aspetto etico, il contesto politico/economico in cui verrà a trovarsi il Paese, dove probabilmente molti dipendenti pubblici se da un lato avranno mantenuta la garanzia dello stipendio dall’altro avranno l’onere di essere il solo supporto familiare/economico per i congiunti che a causa del “coronavirus” avranno perso il lavoro. Un Ente importante come il CNR deve assolutamente e prioritariamente affrontare l’emergenza tutelando la salute del proprio personale, ma non deve assolutamente scaricare l’onere sul personale stesso.

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