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Unità-Il futuro? È dei bimbi

LE PROPOSTE DS Il futuro? È dei bimbi Neri, gialli, bianchi... Sono 412.432 i minori stranieri residenti in Italia, pari al 4.2% di tutta la popolazione minorile residente. Sono i dati re...

17/12/2005
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l'Unità

LE PROPOSTE DS

Il futuro? È dei bimbi
Neri, gialli, bianchi...

Sono 412.432 i minori stranieri residenti in Italia, pari al 4.2% di tutta la popolazione minorile residente. Sono i dati relativi al 2004 forniti dalla Caritas e ripetuti dalla presidente dell'Istituto degli Innocenti di Firenze Sandra Maggi ieri a Prato al convegno nazionale sull'immigrazione infantile organizzato dai Ds. Numeri troppo alti per sottovalutare il fenomeno. "L'Italia è diventata uno dei 4 paesi europei a più alta immigrazione - dice la responsabile Ds per l'infanzia Anna Serafini - ed è chiaro che non si tratta di una situazione transitoria". I Ds si organizzano e mettono all'ordine del giorno i diritti del bambino immigrato. "Vanno tutelati tutti i bambini stranieri che vivono in Italia al di là del permesso di soggiorno dei genitori - continua Serafini -. Inoltre, l'immigrazione è una grande opportunità per il paese. Per questo è necessario un investimento sull'infanzia". Sulla scuola soprattutto, ma anche sulla salute, sul rapporto tra la famiglia di origine e le istituzioni. Più in generale, su tutti quei fattori che il neuropsichiatra per l'infanzia dell'Ausl di Rimini Franco Nardocci chiama "fattori protettivi": "È provato che l'immigrazione rafforza gli effetti negativi scaturiti da condizioni di povertà e di emarginazione ma ci sono alcuni elementi che li possono contenere, come la stabilità dei modelli educativi interni alla famiglia e la presenza di personale insegnante formato adeguatamente". È sulla scuola che si concentra la scommessa per un futuro migliore. "È necessario destinarvi più risorse - insiste la responsabile per i Ds delle politiche culturali Vittoria Franco - e investire sulla formazione degli insegnanti. E realizzare il progetto 0-6 anni che trasforma l'asilo nido in servizio educativo perché la discriminazione sociale per molti bambini stranieri comincia da lì". Mira all'inclusione sociale il progetto pilota del comune di Firenze che dal '99-2000 ha istituito centri di alfabetizzazione per bambini stranieri dove oltre all'italiano viene insegnata anche la lingua di origine. "Alla fine degli anni '90 si sono verificati molti casi di abbandono scolastico - dice l'assessore all'istruzione di Firenze Daniela Lastri - oggi grazie all'iniziativa del Comune molti di loro frequentano la scuola con successo". Il ruolo fondamentale, è inutile dirlo, è degli insegnanti. "Dobbiamo acquisire figure professionali adeguate - dice Marisa Nicchi della segreteria toscana dei Ds - in grado di recuperare quella dimensione familiare assente per i figli degli immigrati". E per il responsabile dei Ds per l'immigrazione Aly Baba Faye è importante coniugare uguaglianza e diversità: "Dobbiamo trovare un nuovo modello a metà strada tra il multiculturalismo britannico e l'assimilazione francese. Per non ripetere gli errori degli altri".


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