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Repubblica/Genova: Contratto scaduto all´Università adesso i precari lavorano gratis

Effetto Brunetta: i lavoratori si trasformano in volontari per evitare il blocco di uffici e servizi

10/01/2009
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la Repubblica

Lavorare gratis all´Università. Sono una quindicina gli ex lavoratori precari tecnico-amministrativi dell´Ateneo genovese che, scaduto il loro contratto lo scorso 31 dicembre, continuano a lavorare negli uffici, nelle biblioteche, senza contratto e senza stipendio: gratis. E sono soltanto quelli che hanno deciso di uscire allo scoperto, sui trecento circa lavoratori tecnico-amministrativi che hanno visto sciogliere il loro contratto alla fine dell´anno, dopo aver accumulato rapporti di lavoro atipici, con l´Università, dai 6 ai 27 anni. «A qualcuno è stato chiesto esplicitamente. In altri casi l´allusione silenziosa ad un futuro riconoscimento della disponibilità dimostrata ha creato questa situazione disumana: sono diverse le persone che, sperando in un nuovo rapporto di lavoro, continuano ad andare in ufficio e a lavorare per l´Ateneo. Ma il contratto non c´è più, né ci sarà retribuzione alcuna per loro»: denuncia Milad Amini, responsabile del Comitato lavoratori precari dell´Università.

E ieri una quarantina di "ex precari" si è riunita in assemblea: seguiranno incontri martedì e mercoledì prossimi, ma sta emergendo una volontà, univoca e forte, dei lavoratori: «Faremo causa di lavoro all´Ateneo di Genova, e abbiamo tutta l´intenzione di fare diventare questo di Genova un caso nazionale, con una manifestazione eclatante», spiega un´ex dipendente dell´Università.

«Ho litigato con mio marito e i miei figli perché continuo a lavorare gratis - racconta un´altra ex dipendente dell´Ateneo, precaria da 11 anni, senza la quale un ufficio dell´Università sarebbe chiuso dallo scorso 31 dicembre - ma io ho la speranza che qualcosa si sblocchi e la buona volontà dimostrata mi venga riconosciuta con un contratto». Sono ovunque, i volontari dell´Ateneo: a Giurisprudenza, Lettere, Medicina, Ingegneria. «Certo che senza di noi molti uffici o servizi sarebbero bloccati - spiega un altro ex precario - c´è chi ha accettato per aiutare gli studenti, cui mancherebbero supporti fondamentali senza di noi. Il Rettore dice che nessun servizio si è interrotto, con il licenziamento del 31 dicembre: sfido io, fantasmi eravamo ieri, ancor più fantasmi siamo oggi. Ma molto operosi».

Non hanno più nulla da perdere, gli ex precari. E sono pronti ad andare fino in fondo. «Il Rettore dice che 156 persone saranno stabilizzate - tuona Amini - ma di quelle soltanto per 30 si può parlare di stabilizzazione, per il resto si tratta di assunzioni già previste. Il nostro nemico è l´amministrazione, che non ha fatto nulla per salvarci». Il presidente della Regione Claudio Burlando, a dicembre, aveva incontrato il ministro Renato Brunetta che aveva autorizzato un anno "sabbatico", in cui prorogare i contratti in scadenza lo scorso 31 dicembre, e nel quale l´Ateneo avrebbe indetto concorsi o trovato soluzioni per i precari. Ma l´Università ha più volte ribadito di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali dal ministero, senza le quali ha le mani legate e non può intervenire. «Il presidente della Regione Burlando ci ha telefonato anche il 31 dicembre per chiederci se la situazione era risolta - prosegue Amini - il Rettore aveva promesso una circolare che ci avrebbe salvato: invece nulla».


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