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L'Unità on line - Poca ideologia e tante domande. Ecco il movimento degli studenti contro la Moratti

Poca ideologia e tante domande. Ecco il movimento degli studenti contro la Moratti di Andrea Carugati ROMA La protesta contro il ministro Moratti arriva anche dentro le scuole. A Roma, per esem...

14/11/2001
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l'Unità

Poca ideologia e tante domande. Ecco il movimento degli studenti contro la Moratti
di Andrea Carugati

ROMA La protesta contro il ministro Moratti arriva anche dentro le scuole. A Roma, per esempio, dove da lunedì è occupato il Liceo Vivona, all'Eur. E al Tasso, il liceo che fu di Walter Veltroni e Vittorio Gassman, è in autogestione. Qualcuno dirà che si tratta delle solite occupazioni d'autunno, ormai un'abitudine novembrina, come il panettone a Natale. Ma a parlare con alcuni di questi ragazzi sembra di sentire un'aria diversa. Quell'aria che ha descritto recentemente anche Ilvo Diamanti: una generazione nuova, che trova la passione politica, l'impegno a sinistra. In forme nuove, lontane dai partiti. Su temi grandi, come la globalizzazione, il G8 e la guerra. C'è la protesta contro il tentativo della Moratti di smantellare la scuola pubblica in questa mobilitazione. Ma c'è anche qualcosa di più: una speranza, proprio quando sembra che il mondo ne offra davvero pochine. Una tensione etica, un tentativo di immaginare un mondo diverso. La concretezza è meglio non cercarla, parlando con questi ragazzi. Che si accalcano in assemblee su assemblee, una dopo l'altra: per decidere di decidere. Per scegliere sull'annoso dilemma: occupazione o autogestione. Parole su parole, ironia e domande: "Ma il ministero non si chiamava della Pubblica istruzione? Dov'è finita la parola '#8216;pubblica'?" chiede Roberto, un ragazzo del Vivona. Lì hanno deciso di occupare, a maggioranza, 400 su circa 760 studenti. "Qui ci vuole una protesta forte, altro che autogestione" dice Roberto. Contro la riforma dei cicli della Moratti, innanzitutto. "Non è possibile far scegliere a 12 anni tra liceo e avviamento professionale. In questo modo chi viene da una famiglia meno abbiente rischia di essere privato di un'opportunità importante, come quella del Liceo. Si rischia che le famiglie più povere siano costrette a pilotare i loro figli verso l'avviamento". Avviamento, una parola che porta dritto agli anni '#8216;50, a un'Italia che non c'è più, lontana dall'Europa, dalle sempre maggiori richieste formative che il mondo attuale impone. O forse più indietro, all'800 di de Amicis, quello che piace tanto al ministro dalla penna rossa Letizia Moratti. Una lady di ferro double face: che da un lato taglia i fondi e mortifica i docenti, dall'altro si riempie la bocca di parole dolci, materne, come "tour del dialogo". "Stiamo preparando una grande piattaforma di richieste da sottoporre al ministro" dice Claudia Pratelli dell'Unione degli studenti (Uds). "Non solo contro, ma anche per una valorizzazione, per un cambiamento in avanti della scuola pubblica. Vedremo se il dialogo di cui parla la Moratti sono solo parole. In questi giorni stiamo elaborando il documento, con una grande opera di consultazione e discussione in tutte le scuole italiane. E alla fine del mese, probabilmente il 30, scenderemo di nuovo in piazza in tutta Italia". Sono anche altri i licei romani in movimento: ieri il Tasso ha deciso per una settimana di autogestione. Ma anche lo scientifico Righi e il Mamiani terranno delle assemblee entro la fine della settimana. "Abbiamo scelto l'autogestione perchè la cosa fondamentale è informarsi, capire. E cercare di tenere insieme la protesta di studenti e insegnanti" dice Tommaso del Tasso. E conferma: "Nella protesta non c'è solo la scuola, ma anche la guerra e la fame nel mondo. Dopo la calma piatta degli anni '#8216;90 sta tornando la voglia di guardare a temi più grandi, di dissociarci". Da cosa? Forse da un pensiero unico che stringe le diversità, che omologa. Alcuni di loro, non ancora diciottenni, hanno seguito con grande attenzione il G8 di Genova. Una data chiave, una linea di demarcazione. Una generazione che si affaccia. Ma, per carità, niente paragoni col '#8216;68: sono passati trent'anni, il mondo è cambiato a una velocità impressionante. E le domande sono nuove, come la sensibilità di questi ragazzi. Che hanno poca ideologia e tante domande, appunto. Al Vivona è stata la seconda notte di occupazione. Riforma dei cicli, finanziaria di guerra, sostituzione dei consigli di istituto con consigli di amministrazione aperti ai privati: sono questi i punti che ai ragazzi non vanno giù. Roberto li snocciola uno a uno, ogni tanto si ferma: "Scusa, sono 35 ore che non dormo". Poi dice: "Il preside è aperto al dialogo, ma alcuni insegnanti no, tentano di intimidirci, di farci capire che potremmo avere delle ripercussioni. Ma a noi non interessa lo scontro: le nostre assemblee sono aperte a tutti, insegnanti, genitori e preside". Intanto l'Uds annuncia che il 17 novembre aderirà alla giornata di mobilitazione indetta dai disobbedienti, un gruppo che fa parte del Forum sociale italiano. Il tema è quello della pace: ci sarano iniziative nelle scuole e nelle città, gesti di solidarietà concreta, come il volontariato nei centri Rom.


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