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L'Unità - Festa a scuola per l'inizio del Ramadam. E la Lega insorge

INTERNI Festa a scuola per l'inizio del Ramadam. E la Lega insorge di o.p. MILANO. Nel rispetto della legge, quella coranica, e della circolare, questa italiana, anzi piemontese. Il preside de...

14/11/2001
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l'Unità

INTERNI
Festa a scuola per l'inizio del Ramadam. E la Lega insorge
di o.p.

MILANO. Nel rispetto della legge, quella coranica, e della circolare, questa italiana, anzi piemontese. Il preside della scuola media di Ceva e delle scuole elementari di Murazzano e di Sale Langhe, provincia di Cuneo, non si è inventato nulla: ha solo preso atto delle disposizioni superiori. Superiori davvero. Sabato infatti comincia il Ramadam, giorni di digiuno e di devozione per gli islamici in ogni parte del mondo, anche nella provincia grande, e il preside, Giorgio Canova, non poteva ignorarlo mentre leggeva la circolare diramata dalla direzione regionale del Piemonte, Ministero della pubblica istruzione, che invitava i capi d'istituto a redigere il calendario delle vacanze scolastiche, tenendo conto, come si indicava in particolare all'articolo 4, del carattere di multietnicità delle classi, "previe opportune intese con il territorio". Il preside Canova ha tirato le somme e ha concluso: sabato festa per tutti e per l'inizio del Ramadam. Insomma, scrutando volti islamici tra i suoi allievi, ha preso atto: l'Italia è cambiata, è diventata multietnica, ospita genti di tante fedi religiose, e anche Cuneo deve recitare la sua parte, all'insegna non solo della tolleranza ma addirittura della lungimiranza.
La scelta può fare scalpore, mentre siamo chiamati all'unità nazionale e al patriottismo, sventolando il tricolore, ma, a pensarci bene, si pone semplicemente sulla strada dell'integrazione, che non è fatta solo di immigrati al lavoro ma anche di culture che si incontrano e si rispettano reciprocamente. Peccato che così non sia stata intesa la decisione del preside di Ceva, Murazzano e Sale Langhe, dal segretario provinciale della Lega Nord di Cuneo, Roberto Conti, che ha mobilitato i suoi parlamentari, l'incorruttibile Borghezio in prima fila, seguito da Rossi, Brignone e dal consigliere regionale Dutto. Tutti insieme hanno rudemente protestato, mobilitandosi per fronteggiare il sacrilego preside di scuola media. Dichiara Borghezio minaccioso: "Qualora questa scelta così inopportuna venisse portata avanti concretamente le pur tranquille e pacifiche comunità interessate ne sarebbero fortemente scosse, tanto più tenendo conto del clima di tensione e di paura innescato dagli atti terroristici ispirati dal fondamentalismo islamico, che, proprio in Piemonte, ha trovato sostenitori e attivi propagandisti fra autorità religiose di quella fede". L'attivo propagandista per Borghezio sarebbe l'imam di Porta Palazzo, primattore sulle tv nazionali e smentito, isolato dalla maggioranza dei suoi confratelli. Con finezza Borghezio travolge nell'accusa di terrorismo immigrati che lavorano a Cuneo e dintorni e dipinge con le bombe in mano bambini, islamici, scolari delle elementari. Naturalmente Borghezio sente il dovere "di segnalare il grave pericolo che iniziative poco considerate come quella del caso in specie possano costituire un precedente che avallerebbe una prassi destinata a consentire le più variopinte iniziative, che in nome di un malinteso principio di pluralismo religioso, creino in realtà pericolosi conflitti culturali". Descritta la provincia di Cuneo come un'infuocata Vandea, Borghezio e gli altri, per chetare gli animi, hanno indetto volantinaggi e manifestazioni, promettendo ovviamente un'interrogazione parlamentare al ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti, che dovrà rispondere, circolare piemontese in mano.
Le espressioni di Borghezio sembrerebbero dare piena conferma ai risultati di una indagine della Fondazione Agnelli, dalla quale emerge che il cristianesimo è trattato in molti paesi islamici (Senegal, Libano, Giordania, Siria, Tunisia, Egitto e Marocco) in modo più tollerante di quanto non avvenga in Italia con l'Islam.


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