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GdM-Il ministero dell'Istruzione minaccia nuovi tagli: dopo il personale docente e gli Ata, tocca alle scuole

Il ministero dell'Istruzione minaccia nuovi tagli: dopo il personale docente e gli Ata, tocca alle scuole. Ben 93 istituti della regione, 27 in ........ Il ministero dell'Istruzione minaccia ...

30/08/2002
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La Gazzetta del Mezzogiorno

Il ministero dell'Istruzione minaccia nuovi tagli: dopo il personale docente e gli Ata, tocca alle scuole. Ben 93 istituti della regione, 27 in ........

Il ministero dell'Istruzione minaccia nuovi tagli: dopo il personale docente e gli Ata, tocca alle scuole. Ben 93 istituti della regione, 27 in provincia di Bari - il 75 per cento superiori - rischia il dimensionamento. Fra questi pure i baresi "Romanazzi" (tecnico commerciale), Pitagora (tecnico per geometri), "Panetti" (industriale), "Elena di Savoia" e "Majorana" (professionali). Lancia l'allarme il segretario regionale della Cgil-scuola, Gianni Milici: "I conti, a livello nazionale, tornano. Il ministero ha disposto il blocco del concorso per 1500 presidi, i posti di dirigenza vacanti sono quasi 3000, a fronte di 2000 scuole a rischio accorpamenti o chiusura. La politica del risparmio, però, non tutela il diritto allo studio".
La manovra del dimensionamento riguarda tutte quelle scuole nelle quali il rapporto alunni-docente sia inferiore a 9,5. Insomma, quegli istituti "rei" di avere a disposizione un elevato numero di insegnanti. Troppi, rispetto agli iscritti. "Senza considerare però - attacca Milici - quelli di laboratorio, i colleghi impegnati nelle sperimentazioni e nel sostegno. Se il provvedimento dovesse essere reso esecutivo, non sarebbero penalizzati soltanto gli istituti ad alta specializzazione, ma anche quelli con il maggior numero di portatori di handicap - che giustificano un rapporto inferiore - e quindi i professionali". Medesima posizione quella del segretario provinciale della Cgil, Maurizio Lembo: "Non conosciamo quali criteri siano stati adottati per stilare la classifica delle scuole non produttive. Mi chiedo quale senso abbiano, allora, i piani dell'offerta formativa".
Getta acqua sul fuoco il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Giuseppe Fiori: "Non è un argomento di stretta attualità. Non dispongo di note ufficiali e nell'agenda dei lavori non figura la voce dimensionamento". Fiori ricorda che "la fusione o la chiusura delle scuole è di competenza della Regione. L'ultimo piano risale al 2000. Prima di deliberare la soppressione degli istituti viene fatta una valutazione nel merito, prendendo in considerazione altri valori, come il grado di complessità, il rapporto con il territorio, le specializzazioni in corso. Non esclusivamente le proporzioni matematiche". a.f.


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