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E il test dell'Invalsi farà la maturità

Lettera ai presidi. Da chiarire se sostituirà il quizzone

26/11/2013
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ItaliaOggi

Giorgio Candeloro


 

C'è posta per i presidi, mittente l'Invalsi, l'istituto di valutazione del sistema formativo che verifica ogni anno la scuola italiana attraverso test su abilità e conoscenze degli studenti. Nei giorni scorsi i dirigenti di ogni ordine e grado si sono visti recapitare una lettera dell'istituto che contiene il preannuncio di diverse novità per l'anno scolastico 2014-2015 ma anche la conferma dello status quo per l'anno in corso. Quindi niente prove Invalsi alla maturità per i ragazzi che sosterranno gli esami nel prossimo mese di giugno e conferma dei test di italiano e matematica a maggio 2014 per le seconde e le quinte classi delle primarie e per le seconde superiori. Confermate anche le prove finali per gli alunni della terza media, inserite come ormai tradizione, nell'esame conclusivo del primo ciclo. Si tratterà ancora di prove uguali per tutti gli studenti, senza differenziazione tra indirizzi per le superiori, somministrate su schede a correzione ottica.

Stando alla lettera indirizzata ai presidi, molte cose cambieranno dal 2015 quando i test saranno estesi ai candidati agli esami di stato, anche se resta da chiarire – su questo si esprimerà il ministero nei prossimi mesi- se le nuove prove sostituiranno o affiancheranno il cosiddetto quizzone, cioè la terza prova scritta predisposta dalle singole commissioni esaminatrici e solitamente svolta su quattro o cinque materie del curricolo. L'orientamento sembra per ora quello di proporre ai maturandi entro il febbraio 2015 un insieme di prove non differenziate e sempre incentrate sull'italiano e sulla matematica, discipline trasversali presenti in tutti gli indirizzi. Quindi la nuova prova Invalsi per l'ultimo anno delle superiori ci sarà e sarà anche piuttosto impegnativa, ma dovrebbe restare fuori dall'esame, almeno in una prima fase. Si tratterà insomma di una rilevazione, per quanto accurata, e non di un test che concorrerà a determinare il voto finale di ciascun candidato. Il compito di fare da cavie per questo nuovo strumento di valutazione degli apprendimenti nella scuola italiana spetterà ancora una volta ai ragazzi nati nel 1996, già protagonisti nel 2010 del primo test Invalsi valutativo introdotto negli esami di terza media.

La lettera ai presidi preannuncia anche altre novità per le superiori: le prove del secondo anno della secondaria di secondo grado rimarranno infatti ancora indifferenziate per l'attuale anno scolastico, ma dal 2015 saranno ampiamente diversificate in funzione della tipologia di scuola e dei macro-indirizzi di studio. Infine l'Invalsi comunica che è in corso una revisione delle singole domande che vengono attualmente somministrate agli alunni e di cui è iniziata una progressiva sostituzione, che diventerà completa nel prossimo biennio.

É in corso anche la validazione dei nuovi quesiti per le superiori, che dovranno essere equivalenti tra loro per poter poi essere scelti in maniera casuale e permettere di strutturare prove ad elevato grado di differenziazione tra i diversi percorsi di studio. Parte dei quesiti in via di definizione potrebbe essere pre-testata fin da quest'anno negli istituti disponibili alla sperimentazione a campione sui propri studenti.


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