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Corriere della sera - La scuola in sciopero ma solo a metà

La scuola in sciopero ma solo a metà Manifestazioni a Roma e in altre città. Il ministero: adesione bassa. Il sindacato: non è vero ROMA - Sciopero della scuola: un flop per il minist...

13/11/2001
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Corriere della sera

La scuola in sciopero ma solo a metà

Manifestazioni a Roma e in altre città. Il ministero: adesione bassa. Il sindacato: non è vero

ROMA - Sciopero della scuola: un flop per il ministero dell'Istruzione. Un successo per gli organizzatori. Secondo viale Trastevere alla protesta nazionale di 8 ore indetta da Cgil, Gilda, Unicobas, Cub e Usi contro la Finanziaria ha aderito il 16,8 per cento del personale scolastico. Il dato però è contestato dalle quattro sigle, che alzano la percentuale fino al 40. E' stata una giornata ricca di iniziative: in tante città insegnanti e studenti hanno chiesto più fondi per la scuola pubblica. A Roma si è svolto un sit-in davanti al ministero dell'Istruzione con 500 insegnanti. Torino e Milano sono state attraversate da due cortei. Vi hanno preso parte duemila manifestanti. Acque agitate anche negli atenei. I docenti universitari hanno incrociato le braccia per protestare contro la Finanziaria. Sempre ieri si è svolto lo sciopero di un'ora, proclamato da Cisl e Uil scuola, per il recupero dell'inflazione, obiettivo comune a tutto il pubblico impiego. Percentuale di adesione: 3,4. Se l'intenzione era di mobilitare i docenti contro la politica scolastica del governo, l'operazione non è riuscita. Lo sciopero generale della scuola, di quelli che fanno tremare le poltrone dei ministri, non c'è stato. L'obiettivo è sfumato perché la Moratti ha accolto le richieste avanzate da Snals, Cisl e Uil. La divisione tra i sindacati che ne è seguita, lo scenario confuso, e anche l'esplicita accusa di "sciopero politico" avanzata contro la Cgil dal fronte contrario alla protesta, ha indotto la maggioranza degli insegnanti a non aderire.

GUERRA DI CIFRE - Sui numeri il disaccordo è totale. Secondo i dati rilevati alle ore 16.30 da viale Trastevere, la partecipazione allo sciopero indetto per l'intera giornata da Cgil-Scuola, Federazione Gilda-Unams, Unicobas-Scuola, Cub-Scuola e Usi-Ait-Scuola è stata pari al 16,8 per cento. Un dato che, se esatto, non rappresenterebbe neppure tutta la forza di Gilda e Cgil. In cifre, nelle 4.348 scuole interpellate dal ministero su un totale di circa 10 mila, hanno incrociato le braccia 65 mila dipendenti. Calcoli sbagliati, secondo i sindacati. "Le percentuali diffuse dal ministero sono riferite a una situazione molto parziale e non includono le scuole chiuse per l'adesione totale allo sciopero - ha affermato il segretario generale della Cgil Scuola Enrico Panini -. Alla fine della giornata si è arrivati al 44,3 per cento". "Nel Nord la partecipazione è stata del 30 per cento - ha affermato Alessandro Ameli, leader della Gilda -. A Bari, dove siamo forti, hanno scioperato 40 docenti su cento". Anche per Stefano D'Errico, segretario nazionale dell'Unicobas, le cifre del ministero non sono attendibili perché riferite alle 16.30, quando mancavano i risultati di molte scuole: "Il provveditorato agli studi di Firenze in serata ha registrato adesioni del 56 per cento".

I SINDACATI - All'indomani della protesta che ha visto i sindacati andare ciascuno per la sua strada si registrano ancora polemiche ma anche preoccupazione per la perdita di unità. "La scuola ha dato il suo responso: non ha condiviso le motivazioni dello sciopero proclamato da Cgil e Gilda", ha affermato Fedele Ricciato, leader dello Snals, l'unico sindacato a non aver voluto fermare i docenti neppure per un'ora. Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola pensa all'appuntamento del 28 novembre col ministro Moratti per discutere di un piano pluriennale di investimenti per l'istruzione. "Dobbiamo lavorare - ha detto - per risolvere i problemi ed evitare di trasformare la scuola in un luogo di scontro politico". Enrico Panini ha respinto le critiche mosse dal segretario nazionale della Cisl scuola, Daniela Colturani, sul carattere politico della protesta nazionale di ieri contro la Finanziaria. "Abbiamo scioperato oggi per gli stessi motivi per i quali, un anno fa, le tre confederazioni chiamarono unitariamente i propri aderenti a due scioperi generali". Intanto il portavoce nazionale dei Cobas, Piero Bernocchi, ha proposto uno sciopero unitario a tutti i sindacati della scuola a dicembre, per ribadire il "no alla politica del ministro Moratti". Cosa accadrà nelle prossime settimane? Si ricompatterà il fronte dei sindacati confederali?

BERLINGUER - Dopo uno sciopero generale nel febbraio di due anni fa fu costretto a dimettersi. Oggi l'ex ministro dell'Istruzione, Luigi Berlinguer, ha commentato così lo sciopero: "Gli insegnanti hanno ragione a protestare. Non si può da un lato promettere loro aumenti di stipendio e qualificazione professionale, come fa il governo Berlusconi e poi con la Finanziaria tagliare risorse e soprattutto non prevedere i mezzi necessari per realizzare questi obiettivi".

UNIVERSITA' - E' stata la giornata della protesta anche per il personale delle università. I docenti si sono fermati per contestare i "tagli" previsti dalla Finanziaria. Ma da Perugia il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, ha annunciato due novità. Una sicuramente gradita a tutti i docenti universitari. "E' intenzione dell'esecutivo - ha detto - elevare fino al due per cento del Pil nazionale il livello di risorse destinato alla ricerca, per allineare così l'Italia agli altri Paesi comunitari". Il collegato alla Finanziaria, è l'altra novità, prevederà "agevolazioni fiscali ai privati che intendono instaurare un rapporto di collaborazione con gli atenei".


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