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Repubblica-Bari-In montagna ci siamo soltanto noi

BICCARI La direttrice e il dossier "In montagna ci siamo soltanto noi" Lezioni innovative con la paura dei tagli MICAELA ABBINANTE ...

31/08/2002
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la Repubblica

BICCARI
La direttrice e il dossier
"In montagna ci siamo soltanto noi"
Lezioni innovative con la paura dei tagli
MICAELA ABBINANTE


Un insegnante ogni 6,5 studenti: una percentuale troppo bassa per restare al passo con i tempi. Lo ha deciso il ministro della pubblica istruzione, Letizia Moratti, che ha fatto rientrare l'Istituto Comprensivo Biccari, in provincia di Foggia, a pieno titolo nella lista delle novantuno scuole dal futuro non roseo. Lucia Rinaldi, come dirigente scolastica dell'Istituto ormai da sette anni quale pensa che sia la logica che sta dietro questa lista? "E' un chiaro tentativo di colpire una struttura all'avanguardia nelle dinamiche di insegnamento e dalla qualità delle iniziative comprovata dalle adesioni che riceviamo. Non temiamo la chiusura della struttura, che con i plessi di Roseto Valfortona e Alberona rappresenta l'unica realtà in zone montane e lontane dal centro abitato, ma paventiamo una ridimensionamento degli organici".
Perché?
"Noi effettuiamo il tempo pieno nella scuola materna ed elementare e il tempo prolungato nella scuola media inferiore, garantendo così un'istruzione di eccellenza. Ma non solo. Le quaranta ore di insegnamento nelle classi di materna ed elementare e le trentasei ore nelle classi di medie ci permettono di fare dei corsi di recupero e avanzamento ma anche di organizzare attività sportive. In questa zone di montagna, lontane da Foggia o da Lucera, è difficile che i bambini possano trovare alternative al semplice stare per strada. La scuola offre loro delle possibilità che altrimenti difficilmente potrebbero avere".
L'applicazione del disegno della Moratti cosa significherebbe per voi?
"Perderemmo buona parte del nostro corpo docente e saremmo quindi costretti a sospendere le attività pomeridiane. E a subirne le conseguenze sarebbero i bambini e i ragazzi".
In cosa il progetto della Moratti è sbagliato?
"Il progetto è costruito sulla base di uno studio che non tiene conto della complessità della situazione. Pensare di ridurre gli insegnanti in una scuola o di accorpare più strutture o di chiuderne delle altre senza aver prima valutato le conseguenze sul territorio, è da folli. Sono necessari una conoscenza approfondita delle esigenze dei cittadini ed un'analisi qualitativa e non quantitativa della intera situazione. Non si possono prendere decisioni così importanti senza aver prima guardato alla storia di una struttura e ai traguardi che ha raggiunto nel corso degli anni".


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