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AFAM: nessuna nomina di docenti sui tempi indeterminati o determinati

Inaccettabile comportamento del Ministero. La FLC CGIL denuncia il mancato rispetto verso il ruolo delle istituzioni pubbliche del settore.

17/01/2020
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La FLC CGIL si è molto battuta perché la soluzione del precariato storico valorizzasse il ruolo delle istituzioni AFAM e desse certezze di continuità didattica agli studenti. Nonostante i ritardi dovuti alla difficile situazione politica, aggravata dalle dimissioni del Ministro Fioramonti e dallo sdoppiamento dell’ex MIUR, si è ottenuto il parere favorevole del Consiglio dei ministri all’assunzione a tempo indeterminato di 386 docenti iscritti nelle graduatorie nazionali attualmente vigenti, a cui sono seguiti i pareri del Ministero dell’Economia e delle finanze e del Dipartimento della funzione pubblica, la firma del Presidente della Repubblica del relativo decreto e la registrazione dell’atto da parte della Corte dei Conti.

Ad oggi non è partito nessun provvedimento di nomina, senza che il Ministero abbia prodotto alcuna spiegazione ufficiale che comunque riterremo inaccettabile se legata all’assenza della nomina del direttore generale per il settore. Conseguentemente anche le nomine a tempo determinato (oltre un migliaio) sono bloccate.
Con questi ingiustificabili comportamenti, il Ministero sta ledendo contemporaneamente il diritto allo studio degli studenti e il diritto al lavoro dei docenti precari che rischiano di rimanere per mesi senza salario.
La situazione è particolarmente grave per le informazioni che sono trapelate dagli uffici ministeriali secondo cui, in caso di conferimento delle supplenze dopo il 31 gennaio, i contratti non si configurerebbero più come supplenze annuali a carico del MEF, ma come supplenze temporanee che richiederebbero una procedura molto più complessa e farraginosa.
Premesso che si tratterebbe di un comportamento da parte dell’amministrazione davvero vergognoso, non si comprende quale sarebbe il fondamento normativo di tale operazione. Se qualcuno si sta riferendo all’articolo 4 della legge 124/99, ricordiamo che la norma riguarda i posti che si liberano dopo una determinata data. Nel caso di quest’anno accademico invece i posti sono già liberi dal 1° novembre 2019 e che il ritardo nelle nomine è determinato unicamente dai problemi in capo all’Amministrazione.

La FLC CGIL si riserva di mettere in atto una vasta mobilitazione, se dal MIUR non arriveranno segnali di riconoscimento di questo importante settore della Conoscenza, a partire dalla copertura dei posti già autorizzati dagli organismi competenti.