La sintesi dei lavori del CUN del 6 e 7 marzo 2012.
L’aumento della disoccupazione e il restringimento dei servizi sociali, effetti della crisi, pesano in termini pratici soprattutto sulle donne. Il peggioramento delle condizioni di vita porta anche a un arretramento civile e culturale. Ma le donne non stanno con le mani in mano.
Dopo aver messo in moto i propri uffici legali, la FLC CGIL promuove anche una raccolta di firme. È necessario garantire alle lavoratrici e ai lavoratori italiani il diritto alla pensione in un'ottica solidaristica e di civiltà.
Doveva essere una manovra per il rigore e la crescita: è rimasto solo il rigore a carico dei soliti noti.
Si interviene sui diritti acquisiti, bloccato l'adeguamento all'inflazione delle pensioni medio basse, nessuna idea di prospettiva per i giovani, penalizzate le donne. In una tabella il riepilogo dei provvedimenti così come riportati nel testo dell'attuale decreto Monti.
È necessario invertire la rotta: salvaguardare i diritti acquisiti e garantire ai giovani un sistema pensionistico dignitoso.
FLC CGIL: “La violenza alle donne riflette le disuguaglianze tra uomini e donne”.
Un'azione globale per fermare gli abusi.
Ancora una manovra sulle pensioni. In una nostra elaborazione le tabelle con i nuovi requisiti.
Perché a pagare devono essere sempre i cittadini che hanno redditi medio bassi e che pagano tutti i mesi le tasse?
Fervono i preparativi della manifestazione. Dalle ore 14 la web-cronaca e la diretta audio di RadioArticolo1. A seguire dalle 16.30 la diretta video.
Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
La CGIL e la FLC sono impegnate nella difesa del sistema pubblico delle pensioni.
La stretta sulle pensioni alla fine è arrivata senza equità e senza giustizia per le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza: scuola, università, enti di ricerca, accademie e conservatori.
"Pubblico è futuro": appuntamento a Roma, ore 14 corteo da Piazza della Repubblica a Piazza del Popolo.
Iniqua, inutile e dannosa per il Paese, questo il nostro giudizio su una manovra che continua a far pagare i costi della crisi a lavoratori, pensionati e giovani.
Una manovra da 45,5 miliardi di euro per scongiurare la crisi. Un Governo impresentabile scarica i costi della crisi e del debito su lavoratori dipendenti, giovani, pensionati e donne. Nessuna prospettiva di crescita né di risanamento. Ritorna la tenaglia del Governo sui dipendenti pubblici.