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Scuola: scatti di anzianità negati. Il doppio danno

Oltre al beneficio economico viene negato a tutta la categoria il riconoscimento giuridico dell’anno 2011. Le economie realizzate sono sottratte agli stipendi per ripristinare i diritti negati agli alunni disabili. Rifiutiamo questa vergognosa guerra tra poveri.

15/06/2012
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Il ripristino degli scatti di anzianità a tutti i lavoratori della scuola che li hanno maturati nel corso dell’anno 2011 (dal 1° gennaio al 31 dicembre) non ha solo valore economico, già di per sé fondamentale per recuperare un minimo di potere d’acquisto visto anche il blocco dei contratti e l’aumento delle tasse vecchie e nuove (IMU), ma riveste un fondamentale aspetto giuridico per la validità dell’anno 2011 ai fini delle progressioni di carriera di tutto il personale della scuola.

Il mancato ripristino degli scatti per l’anno 2011, oltre a creare disparità di trattamento in alcuni casi per 1 solo giorno (maturazione al 1° gennaio 2011 anziché al 31 dicembre 2010), fa sì che il personale che volontariamente o in modo coatto andrà in pensione dal 1° settembre 2012 perderà a vita un beneficio economico che aveva già maturato sia nel trattamento di pensione che in quello di fine servizio; per il personale in servizio il mancato riconoscimento giuridico dell’anno 2011 comporterà un differimento della progressione di carriera che impedirà a molti di maturare prima del pensionamento l’ultima posizione stipendiale.

Abbiamo già denunciato due giorni fa la decisione di Miur e Mef di negare il riconoscimento delle anzianità maturate nel 2011 perché le economie della scuola saranno utilizzate per coprire lo scandaloso taglio all'integrazione degli alunni disabili, al cui finanziamento lo Stato è stato costretto a ripristinare da lapidarie sentenze di tribunali. Ripristinare come? Riducendo lo stipendio ad altri lavoratori. Non è accettabile che il diritto allo studio e all’integrazione degli alunni disabili - sancito da una legge dello Stato per la quale l'Italia è annoverata tra i paesi più avanzati e civili - venga garantito con gli stipendi dei soli lavoratori della scuola.

Il ricatto di recuperare le risorse necessarie per gli scatti tagliando il Fondo di Istituto che garantisce oltre alle attività di supporto agli stessi alunni disabili anche le attività progettuali e qualificate per tutti gli altri alunni dimostra ancora una volta come la scuola “bene comune”, la formazione che dovrebbe essere la leva per garantire un futuro migliore a tutti i cittadini, diventi invece un pozzo da cui attingere le risorse per pagare la crisi.

La scuola ha già pagato con:

  • tagli di oltre 130.000 posti di lavoro
  • riduzione dei finanziamenti per il funzionamento (con i genitori costretti a pagare carta igienica, sussidi didattici e in alcuni casi anche i libri di testo)
  • riduzione di oltre il 60% dei fondi della legge 440/97 sull’autonomia scolastica
  •  azzeramento pressoché totale dei fondi per la formazione
  • situazioni di soprannumero per l’applicazione della norma (illegittima) sul dimensionamento scolastico
  • dipendenti che in molte situazioni hanno rinunciato a importanti prerogative contrattuali pur di garantire il diritto allo studio degli alunni e un minimo di qualità, spesso rischiando anche in proprio.

È vero, siamo in un momento di crisi, di difficoltà economiche e di recessione ma i lavoratori della scuola hanno già pagato ed è il momento che vengano riconosciuti i loro sacrifici degli ultimi anni.

La FLC chiede trasparenza sul calcolo delle economie, dal momento che gli 87 milioni di euro certificati dal Mef sono sottostimati rispetto al taglio di 19.700 docenti e di 14.166 Ata (nell' a.s. 2010-2011).

Stante l’enormità dei tagli praticati (vedi allegati), affermiamo che, allo stato attuale, ci siano tutte le condizioni per pagare gli scatti di anzianità senza chiedere ulteriori sacrifici e privazioni ai lavoratori come quella di mettere mano al fondo dell’istituzione scolastica.

Secondo la manovra Tremonti (art. 9 Legge 122/2010), le economie sono destinate al personale della scuola: i ministri dell’istruzione e del tesoro ne definiscono l’utilizzo dopo aver sentito le Organizzazioni sindacali.

Noi abbiamo provato a quantificarli, tenendo conto delle norme vigenti.

Eccoli suddivisi nel triennio 2010/2012:

Tabella in milioni di euro

Risparmi (30%)*

2010

2011

2012

Organico docenti

304

452

659

Organico ATA

105

210

315

Totale per anno finanziario**

410

664

956***

Note:

*) I risparmi indicati sono appostati nel bilancio del Miur in base all’anno finanziario indicato nella tabella. Questi sono esigibili solo ad avvenuta certificazione dei risparmi da parte del Mef.

**) I risparmi sono calcolati ad anno scolastico, ma vengono attribuiti ad esercizio finanziario. Ad esempio il risparmio del 2010 si riferisce all’anno scolastico 2009/2010, quindi, si compone dei 4/12 (settembre-dicembre) 2009 e degli 8/12 (gennaio-agosto) del 2010.

***) Rappresenta il risparmio, consolidato, a fine triennio e che può essere utilizzato per gli anni successivi.

Per completezza di informazione ricordiamo che, in base alla relazione tecnica che accompagna la manovra Tremonti, il ripristino degli scatti necessita di una copertura di spesa nel triennio pari a 320 milioni di euro per il 2011, a 640 milioni di euro per il 2012 e a 960 milioni di euro per il 2013. Come si vede, nel secondo anno non ci sono problemi di copertura della spesa, anzi ci sarebbe una sovrabbondanza di economie di 24 milioni di euro.

Invece il Mef ne ha certificato solo 87 milioni di euro. Un fatto inspiegabile e inaccettabile su cui siamo decisi ad andare fino in fondo per ottenere massima trasparenza su un’operazione che coinvolge quasi un milione di lavoratori. 

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