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Scuola: Rapporto di Autovalutazione, le nostre indicazioni

“Fai la valutazione giusta per una scuola giusta”: valutare per migliorare non per classificare.

27/01/2015
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Con il 2015 entra nel vivo la procedura di avvio del Sistema Nazionale di Valutazione del sistema di istruzione, previsto dal DPR 80/13, Regolamento che la FLC CGIL ha impugnato davanti al TAR Lazio. In particolare, è previsto che entro il mese di giugno le scuole predispongano il Rapporto di Autovalutazione (RAV) mentre a breve è prevista l'apertura della piattaforma unica con i dati di riferimento per le scuole.

In questi giorni i collegi docenti sono convocati (in qualche caso ciò è già avvenuto) per la costituzione, ai sensi della CM 47/14, dell’unità di autovalutazione costituita dal dirigente scolastico, dal docente referente per la valutazione e da uno o più docenti designati dal Collegio dei docenti, finalizzata alla compilazione del format del rapporto di autovalutazione.

Forniamo in sintesi la posizione e le nostre indicazioni su questa delicata fase.

Il contesto

L'avvio del sistema nazionale di valutazione si colloca nel contesto di una forte spinta ad utilizzare immediatamente questo strumento per classificare le scuole, elargire premi per quelle ritenute virtuose, usarlo come criterio per una differenziazione delle risorse, farne elemento di valutazione del personale con ricadute sulle retribuzioni individuali.

A questo modello abbiamo contrapposto la nostra proposta di valutazione basata sui principi di trasparenza, condivisione, partecipazione, inclusività, coerenza.

Escludiamo, invece, la valutazione individuale dei docenti perché va nella direzione opposta del lavoro cooperativo e collegiale specifico del contesto scolastico. Siamo favorevoli e, su questo abbiamo precise proposte, alla valorizzazione professionale del lavoro docente attraverso lo strumento contrattuale.

Riteniamo sbagliata la commistione tra rilevazione degli apprendimenti attraverso le prove standardizzate e la valutazione delle scuole e del personale. Ribadiamo che la valutazione degli apprendimenti deve rimanere una specifica competenza dei docenti, e rivendichiamo il fatto che gli insegnanti della scuola italiana svolgono il proprio compito con professionalità, rigore e competenza.

Le indicazioni della FLC CGIL

È opportuno che in occasione della convocazione, senza necessariamente  nominare una unità di valutazione come fatto preliminare ad ogni altro atto, il collegio deliberi l'adozione di tempi più distesi e l’attivazione, attraverso la costituzione di gruppi di lavoro o la discussione nell’ambito delle articolazioni già presenti nella scuola, di uno specifico percorso di conoscenza e approfondimento sia della documentazione ministeriale sia delle varie posizioni in campo a partire da quella della FLC. Tutto il collegio deve essere ben consapevole che si sta affrontando un tema delicatissimo, con possibili conseguenze su classificazione delle scuole, distribuzione delle risorse su base premiale, ecc. Al momento non vi sono problemi urgenti di tempistica in quanto la compilazione del RAV è prevista entro giugno 2015 e le ulteriori scadenze più ravvicinate hanno carattere eminentemente amministrativo e non sono, pertanto, perentorie. È importante prevedere nella discussione un coinvolgimento ampio, non solo dei docenti, ma anche di tutti i soggetti interessati (ATA, genitori, studenti).

Riguardo alla costituzione dell’unità di autovalutazione finalizzata alla compilazione del format, premesso che non è prevista né dalla norma né dalla Direttiva e che impatta con l'autonomia organizzativa delle singole istituzioni scolastiche tutelata costituzionalmente, essa costituisce un mero suggerimento del MIUR ed è bene che le scuole si diano gli strumenti organizzativi più coerenti con una autovalutazione concepita come vero processo trasparente e partecipato che non come un puro adempimento delegato ad un esiguo e potenzialmente autoreferenziale gruppo di lavoro. Inoltre la partecipazione a questo organismo non è obbligatoria non essendo previsto tra gli obblighi contrattuali.

Per l'attivazione del sistema nazionale di valutazione non sono previste specifiche risorse per il pagamento del lavoro aggiuntivo. Il Contratto nazionale vigente, articolo 31 comma 2, su questa materia prevede che siano stanziate specifiche risorse da destinare alle scuole e una contrattazione integrativa nazionale. Pertanto in mancanza di finanziamenti dedicati all'attivazione del processo di autovalutazione è impensabile mettere a carico del FIS, anche in ragione del suo dimezzamento, il pagamento di questo lavoro aggiuntivo. A questo proposito la FLC CGIL ha chiesto formalmente l'attivazione delle contrattazione integrativa nazionale come da art. 31 comma 2 del CCNL. In mancanza di risposte, fermo restando il diritto dei lavoratori ad avere un corrispettivo per la prestazione svolta, la FLC CGIL valuterà il tipo di iniziative da intraprendere.

Invitiamo tutte le scuole (comprese quelle che hanno già deliberato la costituzione dell'unità) ad approvare un documento nel quale sono esplicitati i seguenti punti:

  • la scuola non intende far parte di graduatorie compilate in base ai dati presenti nel format di autovalutazione;
  • il processo di valutazione di sistema attivato non deve avere alcuna ricaduta in termini di distribuzione di risorse  per il funzionamento delle scuole, né per premiare o punire i lavoratori;
  • la valutazione non è finalizzata alla pubblicazione di dati se non quelli che la scuola ritiene di dover pubblicare;
  • le prove Invalsi siano cancellate dalle prove conclusive degli esami di stato;
  • le prove standardizzate siano campionarie e non censuarie (la FLC CGIL ha proposto di sospenderli per un arco di tempo necessario a definire un sistema di valutazione più efficace e  trasparente).

Per i processi di valutazione siano stanziate specifiche risorse aggiuntive.

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