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Poli tecnico-professionali: il nodo delle risorse finanziarie

Un intreccio inestricabile di leggi, piani nazionali del MIUR, accordi, protocolli d’intesa, da sciogliere con urgenza nel nome della chiarezza e della trasparenza.

18/02/2013
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Il 26 settembre 2012 in sede di Conferenza Unificata è stata sottoscritta l’intesa concernente le Linee guida sulla filiera dell’istruzione tecnica professionale previste dall’art. 52 della Legge 35/12. Tra le altre cose le citate Linee Guida trattano di Istituti Tecnici  Superiori (ITS) e dell’istituzione dei Poli tecnico professionali.

Standard organizzativi dei Poli tecnico professionali

Come è noto gli standard organizzativi minimi dei Poli tecnico professionali definiti dall’allegato C)  delle Linee Guida sono:

  • almeno due istituti tecnici e/o professionali,
  • due imprese iscritte nel relativo registro presso le competenti Camere di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato,
  • un I.T.S. operante in ambito regionale ovvero, sulla base di collaborazioni multiregionali, anche in altre regioni
  • un organismo  di formazione professionale.

Nel predetto numero di istituti tecnici o professionali e di imprese non vanno conteggiati gli istituti e le imprese soci fondatori dell’I.T.S.. Inoltre nel primo triennio di applicazione delle linee guida, la partecipazione degli I.T.S. non è requisito vincolante per la costituzione del Polo

Linee guida e risorse

Nella bozza del decreto interministeriale di recepimento delle Linee Guida al comma 7 dell’art. 1 si stabilisce che alla realizzazione delle misure concernenti gli ITS e i Poli tecnico professionali “si provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali, ivi comprese quelle logistiche, e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Al loro potenziamento  possono concorrere anche le risorse messe a disposizione dall’Unione europea, e quelle di cui alla legge n. 109/1996, recante disposizioni in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.”

Tale previsione merita uno specifico approfondimento.

Innanzitutto riguardo agli ITS è stato finanziato lo specifico capitolo di bilancio del MIUR per i seguenti importi:

2013

2014

2015

€ 13.527.802,00

€ 13.988.502,00

€ 13.385.885,00

Per i Poli tecnico professionali, invece, non sono previste risorse finalizzate e pertanto si dovrà fare evidentemente riferimento o a quelle messe a disposizione dall’Unione europea o a quelle derivanti dalle norme di settore relative alla gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati.

Il Decreto Legislativo 159/11

Occorre innanzitutto segnalare che il riferimento alla Legge 109/96 non è corretto in quanto la norma attualmente in vigore è il D.lgs. 159/11 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136.”

L’art. 48 comma 3 del D. Lgs. 159/11 stabilisce che i beni immobili confiscatisono  mantenuti al patrimonio dello Stato per finalità di giustizia, di ordine pubblico e di protezione civile e, ove idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo svolgimento delle attività istituzionali di amministrazioni statali, agenzie fiscali, università statali, enti pubblici e istituzioni culturali di rilevante interesse, salvo che si debba procedere alla vendita degli stessi finalizzata al risarcimento delle vittime dei reati di tipo mafioso”

L’Accordo MIUR, Ministero dell’interno, e l’Agenzia per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità

Il 24 ottobre 2010, nell’ambito del Progetto Nazionale “Più scuola meno mafia”, è stato rinnovato l’Accordo tra il MIUR, il Ministero dell’Interno e l’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata “per la promozione dell’utilizzo dei beni confiscati per progetti integrati nei settori dell’educazione, dell’insegnamento, della scuola, dell’università, della ricerca e, più in generale, per iniziative di carattere culturale.”

In tale Accordo il MIUR, tra l’altro, si impegna a:

  • definire i progetti di utilizzo dei beni confiscati con amministrazioni, scuole e università statali, con enti di ricerca e con istituzioni culturali di rilevante interesse, per finalità connesse allo svolgimento delle loro attività istituzionali;
  • individuare i partner, pubblici e privati, per l’attuazione dei progetti di utilizzo, promuovendo la costituzione, tra questi e i soggetti indicati al punto precedente, di Associazioni Temporanee di Scopo, di seguito denominate ATS, con l’obiettivo prioritario di assicurare la continuità nel tempo della gestione dei predetti progetti e la loro finalizzazione agli scopi istituzionali perseguiti;
  • contribuire alla ricerca delle fonti di finanziamento disponibili, verificando anche la possibilità di impiego di risorse provenienti dai fondi comunitari, al fine di assicurare la piena realizzazione dei progetti di utilizzo degli immobili confiscati.

Il protocollo d’intesa tra MIUR e Confindustria

L’11 ottobre 2012, quindici giorni dopo la sottoscrizione dell’Intesa in sede di Conferenza Unificata sulle Linee guida previste dall’art. 52 della Legge 35/12, il MIUR e la Confindustria hanno sottoscritto un protocollo d’intesa relativo a “Progetti di impiego dei beni confiscati alla criminalità organizzata, ai sensi del D.lgs 6 settembre 2011, n. 159

In particolare “l’intesa è finalizzata alla realizzazione e allo sviluppo di progetti promossi dal MIUR e dalla Confindustria, sia a livello nazionale che territoriale, con il diretto coinvolgimento delle Istituzioni scolastiche del territorio attraverso accordi di reti tra scuole e/o reti interistituzionali nel rispetto dei principi di autonomia scolastica.”Il protocollo impegna le “parti a valorizzare iniziative progettuali, realizzate sul territorio da altri soggetti istituzionali e non, attivando con questi ultimi opportune sinergie e favorendo la costituzione di reti per il potenziamento dei servizi territoriali e il miglioramento della qualità dell’offerta formativa.”

L’intesa prevede la costituzione di un Gruppo di lavoro paritetico nominato con  decreto del Direttore generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, composto da rappresentanti del Piano Nazionale “Più scuola meno mafia” del MIUR e da rappresentanti della Confindustria. “Il Gruppo di lavoro sarà costituito, per la componente MIUR, anche da rappresentanti delle Direzioni Generali che di volta in volta saranno coinvolte nella realizzazione dei progetti.”

La legge di stabilità

Sull’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata è intervenuta la Legge di stabilità con i commi che vanno dal 189 al 206. In particolare:

  • viene introdotta ex novo la possibilità di vendita anticipata dei beni mobili sequestrati (quindi prima della confisca) ove la loro amministrazione sia causa di rilevanti diseconomie o vi sia pericolo di un loro deterioramento. Il 50% dei proventi derivanti dalla vendita è assegnato “allo stato di previsione della spesa del Ministero dell'interno per le esigenze dell'Agenzia che li destina prioritariamente alle finalità sociali e produttive";
  • è possibile l’utilizzo dei beni mobili confiscati sia da parte dell’Agenzia che di organi statali, di enti territoriali o associazioni di volontariato;
  • i beni immobili sequestrati e confiscati sono esenti da imposte e tasse fino alla loro assegnazione o destinazione;
  • l’Agenzia può chiedere la sanatoria gratuita delle eventuali opere sugli immobili confiscati.

Inoltre la Legge di stabilità prevede che l’Agenzia ausili l'autorità giudiziaria nell'amministrazione e custodia dei beni sequestrati  e nell’amministrazione e destinazione dei beni confiscati, oltre che nel corso delle indagini per i gravi reati, di cui all’art. 51, comma 3-bis, c.p.p. (tra cui l’associazione mafiosa, la tratta, l’associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti), anche per i delitti previsti dall’art. 12-sexies della Legge 356/1992 comprendente, in particolare, una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione ed un lungo catalogo di reati associativi.

Le richieste della FLC CGIL

Data la complessità della materia e l’intreccio delle competenze, la FLC CGIL chiederà uno specifico incontro al MIUR per avere un quadro di riferimento chiaro ed esaustivo delle risorse, e della relativa provenienza, inerenti il progetto nazionale “Più scuola meno mafia” e quelle relative all’applicazione delle Linee Guida sull’istruzione tecnica e professionale.

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