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Opzioni istituti tecnici e professionali: le schede disciplinari

Pubblicate le direttive n. 69 e 70 del 1 agosto 2012.

08/08/2012
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Con due avvisi del 3 agosto, ma pubblicati il 6 agosto, il MIUR, Direzione generale per l’istruzione e formazione tecnica superiore e per i rapporti con i sistemi formativi delle Regioni, informa dell’invio alla Corte dei Conti, per la definitiva registrazione, delle direttive relative alle linee guida, parte “schede disciplinari”, delle opzioni del triennio degli istituti tecnici e professionali nonché del “sesto anno” per l’indirizzo  “Agraria, agroalimentare e agroindustria” articolazione “Viticoltura ed enologia”.  Le direttive sono la n. 69 per i tecnici e la n. 70 per i professionali e sono datate entrambe 1 agosto 2012. Il 23 luglio scorso fa erano stati pubblicati (vedi correlati) i decreti interministeriali sui repertori delle opzioni con l’indicazione per ciascuna opzione del profilo in uscita dello studente e del quadro orario.

I contenuti

Premesso che le linee guida pubblicate con le direttive dell’1 agosto 2012 “sono poste in linea di continuità” con quelle del primo biennio e “a completamento” di quelle del secondo biennio e del quinto anno,  le schede disciplinari, secondo il format utilizzato per le schede disciplinari del biennio e del triennio, sono costituite da:

1) indicazione dei risultati di apprendimento relativi al profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) a cui concorre ciascuna disciplina. Questi sono tratti dal punto 2 dell’allegato A del DPR 87/10 per i professionali e dal punto 2 allegato A del DPR 88/10 per i tecnici;

2) indicazione delle competenze in esito al termine del triennio quale declinazione dei risultati di apprendimento relativi al PECUP;

3) declinazione delle competenze in termini di abilità e conoscenze ripartite distintamente per il secondo biennio e il quinto anno.

Nella definizione del percorso formativo ciascun docente dovrà inoltre tener conto:

Il commento

Le schede disciplinari, emanate senza alcun confronto e informativa preventiva, sono state elaborate, nella maggior parte dei casi, come adattamenti, spesso molto lievi, di quelle relative ai percorsi “ordinamentali” di riferimento. Fanno eccezione, naturalmente, le schede relative alle “nuove” discipline.

Nel merito alcune scelte operate da queste linee guida non sono condivisibili. In particolare, il ridimensionamento della parte relativa all’impatto ambientale nell’opzione “Tecnologie del cuoio”, la quasi totale eliminazione dei riferimenti alla sicurezza nell’opzione “Tecnologia del legno nelle costruzioni”, sono semplicemente inaccettabili.

Segnaliamo, inoltre, che “Enotecnico – VI anno” non è “tecnicamente” una opzione, come indicato nelle schede disciplinari, ma una specializzazione dell’indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria” articolazione “Viticoltura ed enologia” come indicato correttamente nelle premesse della Direttiva 69/12.

Tenuto conto della necessità di approfondire numerosi aspetti di dettaglio, sarebbe auspicabile che il testo fosse sottoposto ad una attenta ed ulteriore revisione, prima della sua definitiva emanazione.

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