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Le famiglie italiane bocciano sonoramente il Ministro Gelmini e il Governo Berlusconi sulla scuola

Oltre il 90% delle famiglie italiane ha scelto il tempo lungo per una scuola primaria di qualità. Il Ministro prenda atto del fallimento delle sue proposte.

05/03/2009
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Come era prevedibile - e come l'enorme partecipazione alla manifestazione del 30 ottobre scorso contro i tagli alla scuola e contro la "pseudo riforma" Gelmini aveva già preannunciato - oltre il 90% delle famiglie italiane all'atto dell'iscrizione ha scelto un tempo scuola lungo. Concluse le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, le prime rilevazioni dello stesso Miur e i dati riportati da tutta la stampa nazionale evidenziano un netto aumento di richieste di tempo pieno ed una consistente maggioranza di richieste per il tempo scuola a 30 ore. Dai primi dati è ormai chiaro che appena il 3% delle richieste si è orientata sul modello a 24 ore (il cuore della proposta sulla scuola dell'attuale ministro dell'Istruzione). Di poco superiori al 3% le richieste del modello orario a 27 ore: l'unico modello che viene garantito dalla manovra economica del Governo, basata solo su pesantissimi tagli agli organici.

Più che ad una bocciatura siamo di fronte ad una vera e propria stroncatura di tutta la campagna ideologica imposta dal Ministro e dal Governo con il ritorno al maestro unico: "elemento centrale di innovazione della scuola italiana".

Ora il Ministro ed il Governo devono mantenere gli impegni presi pubblicamente dallo stesso Presidente del Consiglio, e cioè: rispettare le scelte delle famiglie italiane per la scuola dei propri figli.

E' davvero inaccettabile che il Ministro Gelmini perseveri in queste ore con la campagna ideologica sul maestro unico, va rivista radicalmente la politica dei tagli della Legge 133/08 sia sul personale docente che sul personale Ata, vanno rivisti i regolamenti perché prevedono tagli incompatibili con una scuola di qualità, con le richieste delle famiglie, con i servizi amministrativi, tecnici e ausiliari di supporto al funzionamento delle scuole autonome.

La FLC Cgil chiede al Governo e al Ministro Gelmini di incrementare il tempo pieno laddove richiesto e di garantire il tempo scuola a 30 ore a tutti i genitori che hanno optato per tale modello orario.

La FLC Cgil nel confermare tutte le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero generale del 18 marzo dei lavoratori della conoscenza, reclama un netto cambiamento di linea da parte del Ministro dell'Istruzione, a partire dalla prossima emanazione del Decreto Interministeriale sugli organici e della circolare sulla formazione delle classi.

Roma, 5 marzo 2009

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