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La ricostruzione della capacità di scrittura

Tornare a pensare riprendendo a scrivere a mano. Un convegno, e un esperimento, rilanciano una capacità che non deve scomparire.

14/11/2014
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Nulla dies sine linea è il nome di un esperimento condotto a partire dal 13 gennaio 2014 fino a tutto il mese di aprile che ha interessato due scuole romane e centrato sullo sviluppo della capacità di scrittura degli allievi delle classi III, IV e V, con un impegno orario di 15 minuti dal lunedì al venerdì. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 380 alunni, ai quali è stato chiesto ogni giorno di produrre brevi testi rispettivamente di 4, 5 e 6 righe. Sono stati raccolti circa 25.000 documenti (scritti a mano), sui quali sono state effettuate analisi secondo una logica di tipo diacronico. Sono state prese in considerazione variabili come l’ortografia, la calligrafia, il lessico, la sintassi, la retorica, ma anche i riferimenti impliciti ed espliciti alle condizioni di contesto nella scuola e fuori della scuola.

I risultati dell'esperimento, condotto dal Laboratorio di Pedagogia sperimentale dell'Università Roma Tre, fondato e diretto dal prof. Benedetto Vertecchi, saranno presentati in un convegno che si svolgerà a Roma il 28 novembre prossimo. Qui di seguito il comunicato che annuncia l’evento.
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La ricostruzione della capacità di scrittura

Bambini e ragazzi mostrano una crescente difficoltà a scrivere a mano. Molti hanno perso la capacità di usare il corsivo e lo sostituiscono con caratteri stampatelli, affiancati gli uni agli altri. C’è una evidente relazione tra questa caduta della scrittura manuale e la diffusione di mezzi digitali. Ci si deve chiedere però se ci si trovi di fronte solo a un cambiamento tecnico nella produzione dei segni, oppure se al diverso modo di scrivere corrispondano cambiamenti nell’attività mentale che, in particolare nel caso dei bambini e dei ragazzi, possono produrre conseguenze negative. Quel che gli studiosi delle neuroscienze stanno osservando è che alla diffusione dei mezzi digitali corrisponde una diminuzione della memoria, della capacità di orientamento spaziale e una meno precisa percezione delle relazioni temporali. Da un punto di vista educativo la diminuzione della capacità di scrittura manuale appare spesso associata a una più limitata capacità di coordinamento percettivo-motorio: è come dire che si osserva una sorta di rottura del rapporto tra pensiero e azione. L’esperimento Nulla dies sine linea ha voluto verificare se, tramite semplici soluzioni didattiche, tale rapporto, almeno al livello della scuola elementare, non possa esser ricostituito. I risultati incoraggiano a proseguire sulla linea intrapresa: ne sono convinti gli insegnanti che hanno partecipato all’esperimento.

I risultati dell’esperimento saranno presentati il 28 novembre nel corso di un incontro presso il Museo Nazionale Romano. Il programma e la scheda di prenotazione sono disponibili a questo indirizzo.

Per informazioni rivolgersi a lab.pedagogia.sperimentale@uniroma3.it
tel. 0657339637 - http://lps.uniroma3.it

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