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Firmato il CCNL ANINSEI 2002-2005

Dopo il rinnovo dei CCNL con l’Agidae e la Fism, il 5 maggio u.s. le organizzazioni sindacali della scuola di CGIL-CISL-UIL e SNALS hanno firmato con l’Aninsei il nuovo CCNL 2002-2005.

06/05/2003
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1. Il quadro politico di riferimento

Dopo il rinnovo dei CCNL con l’Agidae e la Fism, il 5 maggio u.s. le organizzazioni sindacali della scuola di CGIL-CISL-UIL e SNALS hanno firmato con l’Aninsei il nuovo CCNL 2002-2005. Si conclude così la lunga stagione dei rinnovi dei contratti collettivi nazionale di lavoro della scuola non statale a gestione privata, sia laica che religiosa, iniziata prima con la disdetta formale dei contratti e poi con la presentazione delle piattaforme alle associazioni padronali nei primi mesi del 2002.

Rispetto ai precedenti rinnovi, questa tornata contrattuale è stata caratterizzata da uno scenario politico-sindacale diverso non solo per via delle riforme e “controriforme” che hanno interessato il nostro sistema scolastico, ma anche per via delle molteplici novità introdotte in tema di legislazione del lavoro e, per certi versi, del mutato clima sindacale. Nei tre distinti tavoli di confronto con le associazioni padronali, le delegazioni sindacali hanno dovuto fare i conti con questo nuovo scenario individuando a fatica, di volta in volta, soluzioni di natura contrattuale e sindacale unitarie che rappresentassero, in primo luogo, le istanze e gli interessi dei lavoratori. Durante le trattative non sono certo mancate iniziative delle associazioni padronali tese a riversare sul tavolo del negoziato le contraddizioni che hanno segnato la storia del movimento sindacale italiano in quest’ultimo periodo.

La radicata convinzione delle delegazioni sindacali di portare avanti l’azione negoziale unitariamente ha, invece, consentito di raggiungere e consolidare gli obiettivi di questi rinnovi sia sul versante economico che su quello normativo e di evitare, così, pericolose fughe in avanti che avrebbero consegnato la titolarità del negoziato ad altri soggetti contrattuali scarsamente rappresentativi e più inclini ad azioni di sottotutela.

Il rinnovo del CCNL Aninsei chiude il cerchio di questa tornata contrattuale che si riaprirà parzialmente in occasione del rinnovo del 2° biennio economico 2004-2005.

2. L’andamento della trattativa

Innanzi tutto va sottolineato che il CCNL Aninsei 2002-2004 interessa circa cinquantamila dipendenti occupati nelle istituzioni scolastiche e formative meramente private, paritarie, legalmente riconosciute, autorizzate, con presa d’atto, parificate e pareggiate, a gestione laica. Una platea consistente che nel corso di questi anni, nonostante i vari fenomeni di deregulation che hanno investito il settore, ha visto il consolidamento e il radicamento del CCNL nei luoghi di lavoro.

Va aggiunto che il negoziato appena concluso ha trovato nel suo corso ostacoli non di poco conto che di fatto hanno impedito una sua rapida conclusione anche rispetto agli altri due contratti di settore ( Agidae e Fism). In particolare i ritardi sono riconducibili a tre questioni.

La prima. La “defaillance” di due associazioni padronali che avevano sottoscritto il precedente contratto, l’Assoscuola e la Fiinsei. La prima associazione, che aderisce alla Con fCommercio, per tutto il corso della trattativa è stata “latitante”, anche se per vie informali ha manifestato di essere interessata a questo rinnovo di contratto. Fatto sta che questa associazione non si è presentata alla firma del CCNL. Discorso diverso per quanto riguarda la Fiinsei. Questa associazione ha fatto una scelta ben precisa: allorquando si è resa conto che nell’ambito del contratto non v’erano spazi per ottenere un riconoscimento contrattuale del lavoro autonomo al di fuori di quanto previsto dalla legge 62/2000, ossia dalla legge di parità, ha abbandonato il tavolo delle trattative evidentemente per approdare in altri lidi.

La seconda. All’indomani del “patto per l’Italia” la posizione dell’Aninsei, che è socio aggregato di Confindustria, è stata quella di andare al rinnovo della parte economica sulla base del solo riconoscimento dell’inflazione programmata per non entrare in conflitto con le posizioni di Confindustria. Solo successivamente tale vincolo è stato rimosso e pertanto la trattativa, una volta superata la questione economica, è stata riavviata favorendo la conclusione dell’accordo contrattuale.

La terza è riferita alle ricadute dell’entrata in vigore della legge di parità con particolare riferimento alla previsione legislativa dell’utilizzo di prestazioni d’opera autonome dell’attività di docenza all’interno dell’attività complessiva di insegnamento della scuola paritaria. Dopo un confronto durato mesi con la controparte è stata raggiunta un’intesa che di fatto riconduce l’utilizzo di tale prestazione ai vincoli previsti dalla legge (massimo il 25%), rimovendo così le rigidità padronali di estendere tali possibilità.

Bisogna infine ricordare che una accelerazione ulteriore alla firma del contratto è stata data dalla sottoscrizione del CCNL Fism. Avanti a quest’ultima intesa l’Aninsei non poteva più tirarsi indietro correndo il rischio di trovarsi politicamente isolata, visto e considerato i rinnovi degli altri due contratti di settore, e vedersi tagliata fuori dal dibattito più complessivo sul futuro della parità scolastica in previsione di interventi finanziari a sostegno della scuola privata ipotizzati dal Governo nel suo disegno politico.

3. Le novità del contratto Aninsei

Il nuovo CCNL, che ha una validità quadriennale per la parte normativa (2002-2005) e biennale per la parte economica (2002-2003) (alla scadenza del biennio le parti si incontreranno per affrontare il rinnovo economico utilizzando a parametro di riferimento quanto previsto dall’accordo 23 luglio del 1993), realizza risultati positivi sia sotto il profilo normativo che economico.

Pur mantenendo inalterata l’intelaiatura contrattuale precedente nella normativa vengono recepite e regolamentate le novità introdotte dalla legislazione del lavoro quali il contratto a termine, il part-time, i congedi parentali e i trasferimenti d’azienda.

Sono state apportate modifiche ad alcuni istituti contrattuali: è stata rivista la quota oraria in caso di prolungamento di orario, è stato ridefinito l’orario di lavoro delle educatrici di asilo nido – che, con un regime progressivo nell’arco di vigenza del presente contratto, sarà portato da 38 a 36 ore. E’ stato inserito, a modifica della legge, un minimo di trattamento economico in caso di malattia per il personale assunto in apprendistato.

Viene regolamentato e disciplinato, in un apposito allegato, il ricorso a prestazioni coordinate e continuative nell’ambito di quanto prevede la legge sulla parità scolastica (legge 62/2000).

Infine sono stati confermati e aggiornati gli allegati, che fanno parte integrante del contratto, relativi ai contratti di riallineamento, ai contratti di solidarietà, ai contratti di formazione e lavoro, al ricorso al lavoro interinale, alla sicurezza, all’apprendistato, alla conciliazione obbligatoria in sede sindacale.

Sulla parte economica il CCNL prevede che le retribuzioni tabellari del personale saranno incrementate mediamente del 6,15% nel biennio economico 2002-2003, con decorrenze suddivise in due “tranches” al 1 gennaio 2003 e al 1 settembre 2003.

A tutto il personale inoltre viene riconosciuta a titolo di una tantum un somma pari a 100 euro che si aggiunge a quanto già erogato a titolo di indennità di vacanza contrattuale; ovviamente l’indennità di vacanza contrattuale è assorbita dagli incrementi tabellari a partire dal mese di gennaio.

Sempre a proposito della parte economica è stato introdotto il salario di anzianità che verrà erogato a tutto il personale in forza al 31 dicembre 2001. L’importo del salario di anzianità, così reintrodotto, colma un limite presente nelle passate contrattazioni che avevano congelato gli scatti di anzianità. Considerando l’importanza della reintroduzione dell’istituto contrattuale, anche se con un meccanismo diverso, è convenuto che il relativo importo in cifra fissa fosse uguale per tutte le figure professionali. L’importo del salario di anzianità, che verrà erogato a partire dal 1 gennaio 2004, è pari a 15 euro mensili.

Pertanto la somma dei benefici economici complessivi a regime nell’arco di questo biennio, comprensivi di quanto erogato a titolo di salario di anzianità, è apri al 7,68%.

Percentuale superiore rispetto al tetto programmato di inflazione su cui si erano attestati Governo e Confindustria.

Con la firma di questo contratto vengono da un lato consolidati gli istituti contrattuali fondamentali, dall’altro vengono ampliate le possibilità di ricorrere alla contrattazione decentrata a livello di singolo istituto e a livello regionale. Una novità non di poco conto voluta fortemente dalle organizzazioni sindacali proprio in considerazione dei vari processi di decentramento in atto. Con la contrattazione integrativa a livello regionale – la contrattazione integrativa a livello di istituto e di azienda è già presente e radicata in questo specifico settore – le condizioni di lavoro e retributive del personale possono trovare un loro auspicabile sviluppo.

Si tratta ora di consolidare a livello regionale e territoriale con l’Aninsei il complesso delle relazioni sindacali contrattualmente definito e porre, quindi, le premesse per uno sviluppo della contrattazione integrativa con più omogeneità rispetto al passato.

4. Alcune considerazioni finali

Certo i risultati economici raggiunti dal CCNL sono inferiori rispetto a quanto hanno ottenuto i lavoratori occupati nelle istituzioni scolastiche Agidae e Fism, però è altrettanto vero che le basi di partenza sono decisamente diverse sia per via degli effetti delle passate contrattazioni sia per la peculiarità delle stesse istituzioni scolastiche.

Da parte delle organizzazioni sindacali si è tentato a più riprese di cercare una possibile riunificazione dei tre tavoli contrattuali, i risultati non sono andati più in là di una intelaiatura contrattuale, sulla parte normativa, simile. Sono troppe le differenze ideologiche, culturali, sindacali e politiche da ripianare per poter sperare a breve termine di andare ad una possibile unificazione.

Bisogna inoltre tener presente che nel composito mondo della scuola privata laica le iniziative imprenditoriali sulla formazione risentono degli umori del mercato e quindi sono spesso attraversate da fenomeni non certo lineari e più contradditori rispetto alle iniziative delle istituzioni Agidae o Fism. Basti pensare alla presenza, in questo settore, di contratti di sottotutela, legittimati da talune organizzazioni sindacali senza scrupoli, o ai fenomeni di lavoro nero e di deregulation consistenti nelle aree geografiche più colpite dal flagello della disoccupazione.

Ribadire la centralità della contrattazione collettiva nazionale in un settore come quello della scuola privata laica in una fase così delicata e contraddittoria significa per i lavoratori di questo settore l’affermazione, l’esigibilità e l’estensione dei diritti. Significa avere elementi di riferimento puntuali e certi contro i costanti tentativi di deregolamentazione e precarizzazione del rapporto di lavoro teorizzata da alcuni ambienti politici e padronali. Significa, infine, dare il piccolo e modesto contributo alla più complessiva e generale battaglia sui diritti e sulla loro estensione posti al centro della strategia sindacale della CGIL.

Roma, 6 maggio 2003

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