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Valutazione dirigenti scolastici: bisogna cambiare tutto

Negativi i riscontri da parte dei dirigenti scolastici sulle modalità di interlocuzione in atto. Nessun dialogo professionale, a volte veri e propri interrogatori.

16/11/2018
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È ripresa in queste settimane l’attività istruttoria dei nuclei di valutazione con le interlocuzioni con i dirigenti scolastici che proseguiranno fino alla fine del mese di novembre.
Dopo aver archiviato definitivamente il colloquio via Skype a seguito delle nostre proteste, l’Amministrazione continua a prevedere forme alternative alla visita presso le istituzioni scolastiche, ricorrendo alla “convocazione” dei dirigenti scolastici presso una delle scuole dell’ambito o presso gli uffici dell’amministrazione periferica.
Si tratta, a nostro avviso, di una modalità non corretta di interpretare l’interlocuzione con il dirigente e il suo contesto perché, come avviene nella valutazione delle scuole curata dall’Invalsi, la visita del nucleo, per essere efficace, deve essere strutturata come un confronto tra pari e deve avvenire nel contesto in cui il dirigente scolastico opera, per consentire al nucleo di coglierne le caratteristiche e verificarne i condizionamenti sul lavoro del dirigente.
Non riusciamo a immaginare quali possano essere gli ulteriori elementi di giudizio che i nuclei potranno ricavare da un colloquio con il dirigente scolastico, dal momento che non ci risulta pubblicato e condiviso con i nuclei il protocollo di visita consegnato ai componenti dell’Osservatorio Nazionale nell’incontro del 13 giugno scorso.

Sul sito del MIUR, nella documentazione a supporto del procedimento di valutazione dei dirigenti scolastici dell’anno scolastico 2017/2018, vengono in realtà sinteticamente descritti gli obiettivi del protocollo di visita di cui si evidenzia il carattere “interattivo e costruttivo” realizzato attraverso la visita presso l’istituzione scolastica e l’interlocuzione presso altre sedi istituzionali.
Ci risulta invece che in molti casi l’interlocuzione avvenuta con i dirigenti si sia trasformata in un vero e proprio “interrogatorio” dai toni molto sgradevoli nel corso del quale, senza averne il mandato, diversi componenti dei nuclei si siano spinti in considerazioni inopportune su presunti esiti negativi della valutazione in conseguenza di documentazione insufficiente. Siamo a conoscenza di molti casi in cui la data del colloquio è stata imposta anziché concordata e che i dirigenti scolastici siano stati costretti a giustificare l’impossibilità a partecipare con l’elenco degli impegni assunti.
Sappiamo infine che deliberatamente, pur avendone la possibilità, i nuclei abbiano scelto di non effettuare la visita in più di una o due scuole e abbiano fatto ricorso quasi esclusivamente alle “convocazioni” presso un’altra scuola.
Per due anni, grazie alle mobilitazioni dei dirigenti scolastici e al nostro impegno, abbiamo ottenuto che questa procedura di valutazione introdotta dalla legge 107/15 e regolata dalla Direttiva 36/2016 fosse priva di conseguenze per le retribuzioni dei dirigenti scolastici, senza smettere di denunciarne le numerose criticità nell’impianto generale, inutilmente complesso, nell’assenza di garanzie per dirigenti scolastici, affidata a nuclei individuati in modo discrezionale dai direttori generali, nella irrazionalità degli obiettivi assegnati, collegati strumentalmente ai risultati delle rilevazioni INVALSI ed estratti dagli obiettivi del RAV che sono stati costruiti per valutare non le prestazioni di singoli soggetti ma le azioni didattiche della scuola.

Questi due anni di osservazione e analisi della procedura di valutazione, grazie alla disponibilità dei dirigenti scolastici a contribuire a mettere alla prova gli strumenti di valutazione pur non essendone obbligati perché senza esito, ci hanno convinto del fallimento totale dell’intero impianto della valutazione dei dirigenti scolastici, profondamente sbagliato nella sua impostazione e nella sua realizzazione e della necessità di una sua radicale modifica.

Siamo impegnati in questi giorni all’ARAN, nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto, a ricondurre la valutazione nell’ambito della negoziazione. Siamo pronti ad aprire immediatamente al MIUR un confronto sulla procedura per l’anno scolastico 2018/2019 che non accetteremo sia uguale alle due precedenti fallimentari esperienze.

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