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Audizione dei Sindacati Scuola sulla proposta dell’insegnamento di Educazione Civica

Per la FLC CGIL occorre credere ed investire nella scuola pubblica e avviare l’educazione alla cittadinanza democratica fin dalla prima infanzia.

13/03/2019
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Il 12 marzo, presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, sono stati auditi i sindacati della scuola sulle 13 proposte di legge e la petizione, per l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica o educazione alla cittadinanza attiva e responsabile e alla Costituzione.

Alcune proposte sono particolarmente condivisibili laddove, esplicitando i principi fondanti della nostra Carta Costituzionale e il complesso valoriale della nostra tradizione civile, riflettono sulla funzione costituzionale della scuola, come istituzione che crea l’habitus alla condivisione delle regole, all’interno di spazi di dialogo e di ascolto democraticamente orientati.

Tuttavia, salvo qualche lodevole eccezione, la logica che attraversa la maggior parte delle proposte è sempre quella di intervenire sull’esistente a costo zero, come se aggiungere un insegnamento al curriculo formativo di una persona fosse solo un problema di sommatoria e non piuttosto di strutturazione organica della formazione.

È evidente che si tratta di una discussione monca, se non addirittura fuorviante.

Parlare di formazione del cittadino ma ignorare che la vera esigenza è quella di creare una prospettiva di educazione e formazione continua della persona, a partire dalla prima infanzia e per tutto l’arco della vita, significa non aver ancora compreso qual è la funzione sociale della Scuola della Costituzione. In questo senso, la proposta della FLC CGIL di ripensare ai cicli scolastici, diventa un fattore strategico. E dovrebbe saperlo bene il ministero dell’istruzione, che invece continua a ritardare le Linee guida pedagogiche che per legge dovrebbero raccordare l’educazione della prima infanzia al percorso scolastico, in una logica di formazione integrale della persona e quindi del cittadino.

Nel documento consegnato abbiamo innanzitutto ricordato come qualsiasi intervento normativo deve partire dalla presa d’atto del sostanziale fallimento dell’approccio generico e riduzionistico operato nel 2008 con il decreto legge 137 convertito nella legge 169 che ha introdotto una sperimentazione nazionale relativa a “Cittadinanza e Costituzione” a cui sono seguite una serie di norme relative ai vari segmenti del sistema educativo nazionale, fondamentalmente finalizzate ad evitare incrementi di organico e di spesa.

Per la FLC CGIL, la proposta di introdurre uno specifico insegnamento deve essere sempre coniugata alla interdisciplinarietà dei percorsi formativi. Ciò significa che

  • tutti i docenti sono corresponsabili trasversalmente dei percorsi di educazione civica o meglio educazione alla “Cittadinanza democratica e alla Costituzione” e della correlata valutazione (narrativa) dello studente;
  • fin dalla scuola primaria deve essere previsto un monte ore (e un organico) aggiuntivo dedicato. L’attività può essere svolta sia in compresenza (sicuramente nel tempo pieno o nel tempo prolungato, opzionalmente nel tempo normale) o come ore aggiuntive (almeno due ore settimanali) dei vigenti piani orari. La scelta non può che essere affidata all’ istituzione scolastica attraverso l’autonomia di progettazione didattica, all’interno di regole comuni.

Per la FLC CGIL occorre evitare un mero elenco di competenze – che pure si ravvisa in qualche proposta – che sembra più animato dall’ansia di creare una corrispondenza quasi automatica tra competenze attese e misurazione delle competenze piuttosto che autentica cultura della cittadinanza democratica. Piuttosto è necessario individuare gli snodi, da declinare nei vari segmenti del sistema educativo, che conducano alla costruzione di un pensiero diffuso e condiviso della cittadinanza democratica che deriva direttamente dalla Costituzione. Costruzione che ha quattro pilastri “narrativi”: storico, sociale, giuridico e politico.

In relazione sia all’approccio disciplinare sia interdisciplinare all’educazione alla cittadinanza democratica e alla Costituzione, è necessario prevedere una organica formazione dei docenti, formazione disciplinare e quindi iniziale e formazione e aggiornamento in servizio.

Infine, abbiamo espresso netta contrarietà all’ipotesi di istituire il premio per l'educazione civica. Prevedere forme di premialità anche in questo campo, è sintomo di una deriva pericolosa fatta di competizioni tra scuole, una deriva che si sta insinuando in maniera sempre più pervasiva nella nostra società e i cui effetti negativi possono essere neutralizzati solo se il sistema educativo resta libero di riflettere e agire laicamente.

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