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Perché votare la FLC CGIL alle elezioni RSU

L’invito al voto di Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL.

13/04/2018
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Il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nei luoghi di lavoro pubblici il 17, 18 e 19 aprile 2018 saranno una grande prova di democrazia. Tanto più lo saranno quanto più alta sarà la partecipazione al voto delle lavoratrici e dei lavoratori di Scuola, Università, Ricerca, Alta formazione artistica e musicale.

Come si vota?

Vi invitiamo, colleghe e colleghi, a dare con il vostro voto un segnale alla politica e alla società, scegliendo le liste della FLC CGIL che sono costituite da tante e tanti che quotidianamente lavorano al vostro fianco e che hanno bisogno del vostro sostegno per portare avanti le idee di miglioramento e avanzamento nei diritti e nella qualità del lavoro che viene prestato nelle nostre istituzioni.

Video e testo integrale dell’appello al voto

Le nuove RSU si misureranno con un nuovo contratto. Dopo quasi 10 anni abbiamo riconquistato il contratto collettivo nazionale di lavoro. Non era scontato: è il frutto di tante mobilitazioni, della sentenza della Corte Costituzionale che ha riconosciuto il diritto dei lavoratori pubblici al rinnovo, del ricorso presentato dalla FLC CGIL al giudice del lavoro che ha messo in mora il Governo. Il contratto ha scardinato le leggi 107/15 e 15/09 arginando il potere unilaterale dei dirigenti e restituendo alle RSU gli strumenti fondamentali dell’azione sindacale per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non ci sarà più materia che non debba passare quanto meno per il confronto sindacale. In sostanza più potere alle lavoratrici e ai lavoratori, più partecipazione alle scelte che si compiono ogni giorno nei luoghi di lavoro. Abbiamo conquistato altri diritti prima non esistenti: il congedo retribuito fino a 3 mesi, ad esempio, e i congedi parentali per le donne vittime di violenza. Tutte le norme previste per il matrimonio sono estese alle unioni civili. Sono state introdotte le assenze per l’espletamento di visite diagnostiche, terapie e prestazioni specialistiche fino ad un massimo di 18 ore. Certo, sul piano salariale, gli aumenti medi di 85 euro mensili recuperano solo in parte il potere d’acquisto perso in questi anni.

Questo per noi è solo l’inizio. Infatti, il contratto del triennio 2016-2018 sta per scadere. A giugno prossimo metteremo subito in campo le nostre piattaforme, sfidando la controparte sul merito, in un confronto stavolta più disteso nei tempi, e con lo sguardo proiettato al futuro. Ci sono temi che devono essere affrontati con priorità e urgenza: precariato, profili professionali, carichi di lavoro. Per questo intendiamo rivendicare nella prossima legge di bilancio le risorse necessarie per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021.

Per questo abbiamo bisogno di più partecipazione dei lavoratori e di RSU più forti.