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ISPRA: proroga dei contratti, il tempo stringe

Consiglio di Amministrazione contrario alla sottoscrizione di un accordo per il mantenimento in servizio di alcuni lavoratori con contratti a tempo determinato e di collaborazione.

23/12/2011
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Nel corso della riunione in cui il Direttore Generale dell'ISPRA ha fornito ai sindacati l'informativa sul previsto piano di assunzioni, si è affrontato anche il tema dei contratti in scadenza a fine anno: alcuni lavoratori con contratti a tempo determinato e di collaborazione rischiano oggi il posto di lavoro.

La FLC CGIL si è spesa per sottoscrivere un accordo per il loro mantenimento in servizio verso il quale però il CdA si è dichiarato contrario.

Dopo diversi tentativi di pressione nei confronti del Consiglio di Amm.ne, nonché del Presidente e del Direttore Generale e a seguito delle iniziative di mobilitazione dei lavoratori, sembra esserci stata apertura rispetto alla possibilità di sottoscrivere l'accordo attraverso un passaggio in Funzione Pubblica.

Un passaggio che a nostro avviso poteva essere evitato in quanto l'art. 5, comma 4bis del DLgs 3368/2001, da facoltà alle parti di derogare attraverso la contrattazione collettiva ai limiti di durata dei contratti a termine.

Come CGIL siamo impegnati nella difesa “ad oltranza” anche di un solo posto di lavoro cercando di portare a buon fine anche questa battaglia. Anche durante il presidio fatto all'ISPRA, prima e durante l'incontro, molta è stata la partecipazione e la solidarietà espressa dal personale nei confronti di questi nostri colleghi che oggi, a differenza di altri 75, non possono guardare con ottimismo al futuro.

Non intendiamo dare nulla per scontato e il Segretario generale della FLC CGIL, Domenico Pantaleo, ha inviato una lettera al dr. Filippo Patroni Griffi, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione.

Nel corso della riunione il Direttore Generale ci ha informato di aver inviato alla Funzione Pubblica una richiesta di parere sull'accordo del quale si attende l'esito.

Auspichiamo dunque che il Direttore Generale voglia portare a buon fine anche questo ulteriore tassello facendosi parte attiva, convinta e determinata, per dare una risposta positiva anche a questi lavoratori che rischiano il posto di lavoro tenendo conto comunque che sono impegnati in attività di progetto anche europei e internazionali oltre ad essere vincitori di concorso pubblico nazionale e che per vicissitudini non si sono ritrovati nelle liste di stabilizzazione pur avendone tutti i requisiti richiesti dalla legge.

Vigileremo anche in questi giorni di festività affinché le iniziative siano in sinergia e rivolte soprattutto al buon esito della vertenza. Non ci dimentichiamo degli altri tanti precari che sono rimasti nelle liste di stabilizzazione e che ci auguriamo possano essere assunti col prossimo piano di assunzioni utilizzando le risorse del turn-over 2011 ancora da quantificare. Tra l'altro quest'anno la finanziaria prevede per gli enti di ricerca l'utilizzo del 40% delle risorse derivanti dal turn-over.

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Roma, 22 dicembre 2011

Dott. Filippo Patroni Griffi
Ministro per la Pubblica Amministrazione
e la semplificazione

Gentile Ministro,

La fase drammatica in cui versa il Paese stretto nella morsa di una crisi economica senza precedenti e pressato da impegni assunti in campo internazionale rischia di avere effetti drammatici sull'occupazione non solo nei settori privati ma anche nei settori pubblici.

Come lei sa negli enti pubblici di ricerca e nelle università il turn over è già stato drasticamente ridotto mentre i vincoli sulla spesa per il personale a fronte dei tagli degli ultimi anni sono diventati soffocanti. In sostanza, pur in presenza di una gestione finanziaria corretta, le amministrazioni hanno visto ridursi enormemente la capacità assunzionale anche in presenza di risorse disponibili in bilancio.

Sarebbe necessario, nell'interesse del Paese, che nelle misure  per la crescita, di cui purtroppo ancora non c'è traccia, si avviasse un nuovo reclutamento in mancanza del quale enti di ricerca e università vedranno pregiudicata la loro missione istituzionale.

In questa sede vogliamo però richiamare la sua attenzione su alcune emergenze che richiedono una risposta immediata.

Negli enti di ricerca, a causa di un meccanismo inutile quanto barocco, le assunzioni già previste sulla base del turn over 2009 sono state subordinate a ben tre autorizzazioni: del Suo Ministero, del Ministero del Tesoro e del Ministero dell'Istruzione Ricerca e Università. Il risultato è che l'unico reclutamento possibile è stato posticipato di mese in mese a causa del ritardo delle citate autorizzazioni. Il decreto interministeriale è stato, alla fine, emanato nel mese di ottobre ponendo un termine strettissimo per procedere con gli adempimenti amministrativi. Il rischio è che molti enti non riescano a rispettare questa scadenza perdendo preziosi posti di lavoro, ancora più importanti in un contesto di grave crisi come quello attuale.

Come organizzazione sindacale nell'interesse del personale e delle amministrazioni le chiediamo di intervenire affinché si proroghino i termini per le richieste di assunzione da parte degli enti e per le graduatorie attive onde evitare che gli enti perdano questa importante occasione.

Esiste poi l'emergenza dei contratti a termine in scadenza. Il blocco delle assunzioni ha prodotto  un aumento (prevedibile) del numero di contratti precari dopo che per un breve periodo avevano iniziato a ridursi anche grazie alle stabilizzazioni.

E' fondamentale garantire continuità a questi rapporti di lavoro nell'interesse delle persone ma anche delle istituzioni che, in mancanza, si troverebbero senza preziose competenze.

Alla luce di queste ovvie considerazioni restiamo basiti di fronte all'atteggiamento di chiusura da parte di alcune amministrazioni, totalmente infondato dal punto di vista giuridico, circa la possibilità di prorogare i contratti a termine attraverso un accordo decentrato.

Il Suo Ministero ha già chiarito con parere datato 21 12 2009 che l'articolo 5, comma 4-bis, del d.lgs. 368/2001 da facoltà alle parti sociali di derogare attraverso la contrattazione collettiva ai limiti di durata dei contratti a termine trova applicazione anche nella pubblica amministrazione.

La norma, come si afferma nel parere,  poggia sul presupposto che “l’elaborazione condivisa con le parti sociali di interventi e deroghe sulla tematica del lavoro flessibile rappresenti la sede giusta atta a garantire un equo bilanciamento tra l’esigenza di un ulteriore utilizzo da parte del datore di lavoro e la sostenibilità della flessibilità da parte del lavoratore”.  Si tratta quindi di uno strumento pensato dal legislatore per consentire alle parti di valutare insieme le ragioni oggettive che giustificherebbe la deroga alla legge. Certamente, tra questi presupposti, si può individuare la prospettiva di un concorso pubblico già bandito o da bandire oppure la necessità dell'amministrazione di avvalersi delle professionalità impiegate con contratti a termine che fronte della mancanza di prospettive per il blocco del turn over o per la coincidenza degli altri citati vincoli rischiano di venire meno.

In ogni caso rappresenta uno strumento nella disponibilità delle parti utilizzabile a vantaggio dei singoli lavoratori e delle amministrazioni. Sulla base di questa norma sono stati firmati molti accordi che hanno permesso di salvaguardare posti di lavoro e funzioni fondamentali nelle amministrazioni.

Accade troppo spesso, però, che singoli enti o università si nascondano dietro la necessità di ulteriori autorizzazioni da parte del Suo Ministero forse perché preoccupati da possibili successive censure. La questione quindi non è di natura giuridica, essendo la norma di legge chiara anche senza ulteriori precisazioni ma forse di volontà politica.

Sarebbe singolare se proprio il suo ministero entrasse in contraddizione con se stesso offrendo diverse interpretazioni di una normativa che già è stata oggetto di nota ufficiale. Ci aspettiamo quindi che dal Ministero che rappresenta e quindi dal Governo non vengano ostacoli all'utilizzo di uno strumento che nei prossimi mesi rischia di diventare, in mancanza nuovo reclutamento, fondamentale per le gli enti di ricerca, le università e tutta la pubblica amministrazione.

Ferma restando la nostra disponibilità al confronto le porgiamo distinti saluti.

ll Segretario Generale FLC CGIL
Domenico Pantaleo

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