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INGV, precariato e prospettive dell'Ente

Comunicato della FLC Cgil al personale.

21/10/2009
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A fronte della fase di grave incertezza in cui versa l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia è necessaria una forte mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Pubblichiamo di seguito il comunicato ai lavoratori dell'Ente.

Roma, 21 ottobre 2009
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Comunicato della FLC Cgil al personale INGV

La proposta avanzata dalla Direzione dell’INGV di rinnovare i contratti fino al 2012 al momento della scadenza viene considerata insufficiente dalla FLC Cgil che tuttavia apprezza l’impegno che l’Amministrazione ha dimostrato negli ultimi mesi, cercando di districarsi in un groviglio di norme incoerenti.

Siamo infatti convinti che sia possibile prorogare sine die i rapporti di lavoro del personale in stabilizzazione, come già avrebbe dovuto essere, e che sia anzi necessario nell’interesse dell’Ente procedere in tal senso.

Dal punto di vista normativo le stabilizzazioni previste dalla finanziaria 2007 non sono state superate da alcuna norma successiva. In particolare, l’articolo 1 comma 519 della legge 296/2006, su cui si fonda il processo di stabilizzazione per la maggioranza del personale INGV, prevede che i rapporti di lavoro vengano prorogati fino alla avvenuta stabilizzazione quindi senza scadenza. La stabilizzazione di questo personale non è infatti una facoltà dell’Amministrazione ma un diritto soggettivo delle singole persone. Inoltre, essendo un diritto soggettivo, la proroga dei contratti avviene a prescindere dalla possibilità di individuare le risorse economiche su cui graveranno. E’ chiaramente un paradosso di cui siamo consapevoli, ma non è un problema nostro né dell’Amministrazione. Esisteva al momento della entrata in vigore della normativa sulle stabilizzazioni ed esiste ancora oggi. La proroga sine die dei contratti è un atto dovuto non subordinabile a valutazione di natura economica.

L’atto di proroga dei contratti senza scadenza ha quindi un solido fondamento normativo e corrisponde, di ciò siamo convinti, ad una necessità di tutto l’Ente.

Confermare le stabilizzazioni permette poi di superare il vincolo del contenimento della spesa per contratti flessibili al 35% delle risorse utilizzate nel 2003. Il personale in stabilizzazione dovrebbe infatti essere collocato fuori da questa limitazione. In questo modo si darebbero prospettive più certe ai precari non stabilizzandi e agli assegnisti.

Tuttavia, indipendentemente da quanto sopra riportato, la FLC ritiene che:

  1. l’Amministrazione debba prorogare tutti i contratti a termine in scadenza di coloro che non sono stabilizzandi fino al limite massimo previsto dal contratto collettivo (5 anni);

  2. l’Amministrazione debba trasformare gli assegni di ricerca in contratti a termine della durata di 5 anni. Inoltre crediamo che ciò sia indispensabile prima di tutto per coloro che sono stati inseriti nelle procedure di stabilizzazione;

  3. l’Amministrazione debba bandire al più presto concorsi a tempo determinato, per dare possibilità e prospettive a coloro non stabilizzandi che stanno completando i 5 anni di contratto.

Il problema delle risorse non si porrebbe neanche in questi casi in quanto il nuovo CCNL degli Enti Pubblici di Ricerca prevede la possibilità di attivare contratti fino a 5 anni con una verifica annuale sui progetti.

L’obiezione che l’Amministrazione ha fatto alle nostre proposte non convince e, anzi, desta in noi preoccupazione ancora maggiore.

Se, come l’Amministrazione ha affermato, non esiste un problema di carattere normativo ma di risorse economiche, ad iniziare da quelle che provengono dai progetti, allora non sono a rischio i precari ma il futuro dell’intero INGV.

Questa impossibilità o incapacità dell’Amministrazione di garantire una prospettiva ai lavoratori e a tutto l’Ente dipende evidentemente da responsabilità che sono prevalentemente imputabili alla inconsistenza del Ministero vigilante e alla inaccettabile politica del Governo sulla Ricerca Pubblica e il precariato.

Tuttavia per la FLC gli atti che l’Amministrazione può compiere per mettere in sicurezza il personale non devono essere rinviati. La scelta di tenere un “ profilo basso” che sembra emergere dalla posizione assunta nell’ultima trattativa non ci pare adeguata alla fase attuale. Rispettiamo le posizioni diverse ma non le condividiamo e riteniamo che i lavoratori dell’Ente abbiano più di un motivo per essere preoccupati.

Tutto ciò si colloca a valle del sostanziale insuccesso dei vari tentativi di ottenere una norma specifica che consenta all’INGV di completare il processo di stabilizzazione adeguando la dotazione organica alle reali esigenze dell’Ente.

In questo periodo molti lavoratori hanno manifestato in modo netto, prospettando un’indisponibilità per lo svolgimento dei servizi di sorveglianza, la preoccupazione per il futuro dell’Ente e per le strategie intraprese per garantire una prospettiva certa a tutto il personale precario.

Come FLC Cgil sosteniamo le iniziative di protesta in corso, frutto delle scelte di chi rischia in prima persona, ma pensiamo che i problemi presenti non possono essere oggetto solo di una dialettica interna.

Ci impegniamo pertanto ad intraprendere tutte le iniziative possibili per mostrare all’opinione pubblica ed al Governo il ruolo dell’INGV, l’importanza del lavoro svolto da tutto il personale ed i rischi cui verrebbe esposta la popolazione se dovesse essere minata la sopravvivenza dell’Istituto stesso.

Segretario Nazionale FLC Cgil
Wolfango Pirelli

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