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CRA e INEA: preoccupa il processo di incorporazione, ma intanto incassiamo un importante risultato

Resoconto del primo incontro con il neo commissario del CRA Salvatore Parlato.

22/01/2015
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Il 20 gennaio, su richiesta delle organizzazioni sindacali, si svolto l’incontro con il neo Commissario del CRA Dr. Salvatore Parlato. Per l’amministrazione erano presenti il DG Dr.ssa Ida Marandola per il CRA e il DG Dr.ssa Proietti per INEA.

La prima questione posta ha riguardato la sospensione della procedura di pubblicazione del bando previsto dal piano assunzionale per le stabilizzazioni nei profili professionali di operatore tecnico, collaboratore tecnico e ricercatore, che il Commissario ha rivendicato come scelta propria per consentire una necessaria verifica sulle coperture finanziarie, a suo dire non completamente certificate dal MEF. Sulla questione determinata e pressoché unanime è stata l’opposizione dei sindacati, con la richiesta di “sbloccare” immediatamente la procedura, non essendo ravvisabile alcun elemento di legittimità, se la procedura, come è, è stata attivata all’interno di un piano di attività regolarmente approvato dagli organi di vertici, nonché dai ministeri vigilanti. La pressione è stata talmente forte da costringere il Commissario a chiedere 24 ore di tempo per sciogliere la riserva.

A seguito di tale richiesta, possiamo dire che il risultato è stato raggiunto: il Commissario nei tempi promessi ha effettuato alcune verifiche e ha sbloccato la procedura sgombrando il campo da dubbi o ipotesi circa una presunta volontà di annullare la stessa procedura. Certamente l’incontro con le organizzazioni sindacali è stato un utile stimolo a determinare questa situazione e di fatto ha consentito al Commissario di comprendere meglio alcuni passaggi delicati di questo processo, nonché di acquisire le necessarie informazioni sulla “storia” di un percorso che attendeva da tempo di essere avviato nella sua fase operativa, vale a dire la indizione dei bandi da parte del CRA. Indubbiamente, è bene precisare, che questa procedura di stabilizzazione è propedeutica ad analogo intervento a favore degli stabilizzandi già INEA che dovranno trovare, nel nuovo ente, la definitiva composizione della loro vicenda anch’essa pluriennale. 

Tuttavia, la soddisfazione di avere contribuito a superare questo problema, non è abbastanza sufficiente a mitigare le nostre preoccupazioni rispetto, invece, allo scenario che complessivamente si apre per il nuovo CRA.

In merito le parole del Commissario, sono state ancora una volta, dopo la videoconferenza del giorno 13, chiare ed inequivocabili: il perimetro definito dalla norma attribuisce ai nuovi vertici obiettivi precisi già a partire da questo anno. In particolare la redazione del nuovo statuto, il piano di riduzione della spesa e la ristrutturazione della rete. Si sono sentiti termini che ci hanno fatto sobbalzare quali “ricerca utile”; si è parlato di razionalizzazione e di rilancio, termini che di per se possono sembrare asettici, ma che in realtà, anche dall’esperienza ormai pluriennale sulle soppressioni e incorporazioni di enti che abbiamo accumulato, possono prefigurare un ridimensionamento del ruolo della ricerca pubblica nel nostro Paese, a partire dalla riduzione dell’occupazione che è conseguita alla perdita di personale precario nei passaggi di soppressione o di incorporazione (vedi caso Inran). Questioni che la FLC CGIL ha rappresentato e che possono essere ricondotte principalmente alla scelta sbagliata di ricorrere ad un riassetto degli enti di ricerca in agricoltura attraverso la legge di stabilità, invece di scegliere una via ordinaria.  

Tuttavia, nel merito abbiamo già espresso e ribadito al Commissario un parere fortemente negativo per ragioni diverse sul processo e le nostre preoccupazioni, non ultima l’assenza ad oggi di elementi di certezza circa la reale consistenza del debito INEA il cui ammontare rimane ancora una variabile “indefinita”, ma che certamente mina la concreta sostenibilità dell’intera operazione se non ci sarà un concreto intervento in sede politica del Ministro.

Del resto, il taglio di 3 milioni di euro già a partire dal 2015, nonché il fatto che ancora ad oggi, gli onerosi contratti di affitto, per un importo pari a 2.4 milioni di euro, per le attuali sedi CRA e INEA non sembrano ancora disdetti, non lasciano presagire, al momento nulla di positivo.

Registriamo con favore l’apertura del Commissario che intende aprire a breve con le parti sociali un confronto costruttivo, finalizzato alla costituzione di “un tavolo di collaborazione” con il quale monitorare (o fare i tagliandi) e per quanto possibile condividere il processo riformatore, già a partire dalla definizione del decreto ministeriale di trasferimento delle risorse INEA nel CRA, dalla redazione dello Statuto e a seguire sul Piano di razionalizzazione della rete, anche se c’è chi tra le organizzazioni sindacali, non ha mancato di apparire più realista del re, giungendo addirittura a proporre una cura “draconiana” con la riduzione delle strutture fino al numero massimo di 5 Centri su tutto il territorio nazionale. Un’ipotesi, oltre che irreale, anche in contrasto, a quanto pare con il mandato stesso del Commissario che in più occasioni non ha mancato di ribadire la necessità che questo nuovo EPR debba configurarsi coma un soggetto molto attivo nella ricerca applicata e fortemente orientato verso le realtà  produttive.

Infine, la delegazione FLC ha richiamato la necessità di indicazioni puntuali circa gli aspetti gestionali che dovranno governare il sistema in questa fase transitoria, per la quale sino a quando non sarà stato emanato il decreto ministeriale di trasferimento e non sarà stato redatto il bilancio di chiusura dell’INEA, gli attuali vertici dovranno restare in carica per garantire la fase transitoria. A questo proposito il Commissario ha chiaramente affermato che fin tanto che non sarà completata l’integrazione dell’INEA al CRA, anche alla luce della emanazione dei relativi Decreti Ministeriali le attuali Direzioni Generali conserveranno inalterate le relative attribuzioni.

Concludiamo ricordando che in ogni caso al di là dell' innegabile disponibilità al confronto la nuova fase che si apre è estremamente delicata e complessa, sia per le prospettive occupazionali del personale precario, nonché di quelle operative complessive del nuovo ente. L’impegno di questa organizzazione sarà quello di lavorare affinché in primo luogo nel nuovo Statuto siano recuperati alcuni aspetti che certamente non sono stati affrontati nella legge di stabilità e che pure erano stati posti dalla FLC CGIL, la salvaguardia delle specificità e delle mission così come definite, anche nei livelli di autonomia, per il CRA e INEA nel DLgs 454/99, ma ancor prima quello di assicurarsi che il decreto ministeriale di trasferimento sia scritto al meglio per garantire un effettivo rilancio del nuovo ente, salvaguardare i livelli occupazionali, a partire dai precari esistenti, ed evitare conflitti di competenze che nella fase transitoria, che non sarà breve ne semplice, potrebbero avere conseguenze negative sulle attività di ricerca.

Il Commissario si è impegnato a riconvocare a breve (29 o 30 gennaio) il tavolo di confronto e a lui vanno infine i nostri auguri di buon lavoro per i compiti che lo aspettano.

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