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Ricerca in Basilicata: FLC CGIL, affrontare i problemi che ne impediscono il rilancio

L'occasione da cui partire potrà essere il Convegno "Energia e sviluppo della Basilicata: il ruolo della ricerca" in programma il 28 novembre 2011.

28/11/2011
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A cura della FLC CGIL Matera

Il 28 novembre 2011, presso il centro ENEA Trisaia di Rotondella si terrà il convegno: "Energia e sviluppo della Basilicata: il ruolo della ricerca" al quale, oltre al Presidente della Giunta Regionale Vito De Filippo e ad un nutrito numero di politici, parteciperà il Commissario straordinario dell'ENEA, ing. Giovanni Lelli.

L'iniziativa ha un titolo impegnativo e cade in un momento delicato per l'Italia ed in particolare per la Basilicata considerato che la ricerca versa in una situazione di disagio, nonostante ormai il sistema dell'innovazione, della ricerca e, quindi, della conoscenza siano alla base dello sviluppo nelle economie più avanzate.

La FLC CGIL di Matera si augura che il convegno non sia la ripetizione di altri incontri che periodicamente sono stati organizzati presso il Centro ENEA Trisaia con i quali sono stati presentati obiettivi altisonanti e futuristici puntualmente disattesi e nel contempo auspica che il ruolo della ricerca in Basilicata trovi il suo fondamento anche attraverso il rilancio del Centro di ricerca di Rotondella.

Prima di tutto, come da diversi anni la FLC CGIL di Matera ha più volte evidenziato, i rappresentanti degli EE.LL., i politici e il Direttore dell'ENEA, dovrebbero prendere atto che "….il caposaldo della ricerca in questa regione e in tutto il mezzogiorno del paese" (affermazione utilizzata già al momento della nascita dell'ENEA Trisaia), vive un profondo stato di malessere.

Questa situazione si è determinata per effetto di scelte, di inerzie e di disattenzioni che si sono sommate nel tempo.

Infatti, all'indomani del referendum che determinò la chiusura dell'Italia al nucleare, l'ENEA, ed il Centro Trisaia in particolare, si trovarono di fronte alla necessità obbligata di riconvertire le proprie strutture e le proprie competenze verso i settori convenzionali e di aprirsi alle esigenze che provenivano dal territorio.

Riconversione ed apertura al territorio sono state rese possibili grazie all'impegno, alla perseveranza ed alle capacità di molti tecnici e ricercatori che hanno permesso all'ENEA, nel corso di questi anni, di acquisire finanziamenti destinati alla ricerca e, soprattutto, di potenziare le strutture e gli organici di ricercatori operanti nel Mezzogiorno.

Inizialmente furono stanziati fondi per finanziare e realizzare progetti che hanno dato fino ad ora un ampio respiro non solo al centro di Trisaia ma a tutta l'ENEA (circa 285 MLD di lire, di cui 161 MLD con la legge 64/86 e circa 124 MLD a valere su quelli erogati dalla UE gestiti dal MURST ) e che avrebbero dovuto permettere all'Ente, entro il 31 dicembre 2001, di mantenere gli impegni sottoscritti a suo tempo dall'ENEA:

  1. potenziare le infrastrutture per la ricerca scientifica e tecnologica nel Mezzogiorno, considerato il rilevante divario tra questa parte del Paese rispetto al Centro-Nord;
  2. costituire le premesse per l'inserimento nel settore della ricerca di giovani risorse e contribuire, anche in questo caso, a colmare il gap Nord-Sud nel numero di ricercatori operanti nel Mezzogiorno;
  3. creare centri dimostrativi in diversi settori tematici per consentire al Mezzogiorno (ed al Centro Trisaia) di "aprirsi" al territorio ed alle esigenze di sviluppo competitivo della PMI locale.

A distanza di circa 20 anni occorre prendere atto che alcuni progetti che in quegli anni furono presentati non sono mai partiti sia per carenza di personale sia perché gli stessi furono ritenuti superati per effetto del troppo tempo intercorso tra la fase progettuale e quella di realizzazione, determinatosi a causa di procedure farraginose con cui lo Stato finanzia la ricerca scientifica e/o per disfunzioni interne all'Ente.

Ciò nonostante, anche contro la volontà dei "poteri decisionali interni all'ente" grazie all'impegno, alla tenacia e all'orgoglio del personale di Trisaia, molti programmi sono andati avanti, tanto che in ogni occasione di seminari, incontri e conferenze tenuti al Centro Trisaia, l'alta dirigenza ENEA ha sempre mostrato grande apprezzamento per lo stesso personale, facendone un punto di riferimento da prendere ad esempio.

Oggi, purtroppo apprezzamenti e sforzi si scontrano con una realtà ben diversa dal momento che l'organico della Trisaia di Rotondella, per effetto dei trasferimenti di personale in altri Centri Enea e del turn over, in poco più di cinque anni si è dimezzato passando da quasi 300 addetti a poco più di 140 addetti di cui circa 50 assegnati alla gestione dei servizi amministrativi e tecnici e solo 90 assegnati alla ricerca.

A tutto ciò si aggiunga la situazione generata oggi dai gravissimi tagli di bilancio causati dalle scellerate operazioni del precedente governo che stanno minando la sopravvivenza stessa dell'ENEA, mettendone in discussione la capacità di produrre ricerca.

Dalle informazioni fornite dalla Direzione del Centro alle Rappresentanze Sindacali, ai tagli già realizzati alle ditte appaltatrici, se aggiungono ulteriori e precisamente:

  • il taglio di 4000 euro mensili sul contratto di appalto del servizio di pulizie che comporterà una riduzione di 150 ore mensili nel monte ore delle lavoratrici e dei lavoratori delle pulizie;
  • il taglio di 7000 euro mensili nel contratto di appalto del servizio di guardia e vigilanza che significherà una riduzione media di 100 € nella retribuzione mensile delle guardie;
  • il taglio di due direttrici (quella di Taranto e quella di Rotondella) del servizio di trasporto collettivo.

È vero che i tagli sopra descritti ricadono su tutti i Centri Enea, ma gli effetti che produrranno sul Centro Trisaia di Rotondella sono sicuramente più devastanti se si considera che lo stesso da ormai troppi anni sta subendo una politica di forte ridimensionamento del personale e di continui tagli (trasporti per i dipendenti e servizi) che hanno fortemente compromesso la funzionalità della struttura con la conseguenza che altre riduzioni rischiano di aggravare ulteriormente l'emorragia di personale verso gli altri centri dell'Agenzia.

La FLC CGIL della provincia di Matera, nell'esprimere e ribadire le proprie gravi preoccupazioni, si augura che il Convegno "Energia e sviluppo della Basilicata: il ruolo della ricerca" non si riveli un'ennesima vetrina politica ma risponda alle problematiche sopra evidenziate e ricerchi iniziative concrete e consequenziali per rilanciare il Centro di ricerca ENEA più grande del Meridione attraverso:

  • Un rilancio delle attività di ricerca verticale e orizzontale attraverso una stretta correlazione tra i vertici dell'ENEA e del governo della Regione Basilicata;
  • L'inversione del processo di spopolamento del centro che ha portato in poco più di cinque anni il centro da quasi 300 a 140 unità;
  • Il blocco dei tagli orizzontali previsti dal precedente governo che in ENEA ha determinato la riduzione dei servizi della ricerca e dei bilanci dei centri (tagli ai servizi di pulizia, di manutenzione, di trasporto collettivo e di vigilanza).

Solo così il Convegno potrebbe risultare un'occasione proficua perché, a partire dalla principale struttura di ricerca della regione, si affrontino realmente e concretamente i problemi che impediscono il rilancio della ricerca in Basilicata.

La FLC CGIL, insieme alle altre organizzazioni sindacali, espliciterà le problematiche evidenziate in un incontro con il Commissario ENEA a latere del Convegno.

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