


Non è possibile fare al momento una previsione sugli esiti dell' iter parlamentare. Come FLC siamo impegnati a seguirlo con attenzione e puntualità e ne daremo informazione e riscontro.
Noi abbiamo provveduto per tempo ad inviare le nostre numerose proposte di emendamento a tutti i Gruppi parlamentari e al Governo, con l’intento di correggere le incongruenze e le criticità che il testo della finanziaria ci proponeva in merito ai settori della conoscenza.
Il limite più grande che abbiamo riscontrato è che, ancora una volta, le problematiche della formazione e dell’istruzione, sono state affrontate con un’ottica tesa alla razionalizzazione e al risparmio della spesa, invece che assumerle come asse centrale di una politica di sviluppo e di investimento. Questo asse avrebbe dovuto costituire l’anima della manovra economica e finanziaria, in coerenza con i programmi elettorali della maggioranza.
Numerosissimi sono i temi su cui siamo intervenuti facendo proposte correttive, aggiuntive, sostitutive: dalla salvaguardia degli enti di ricerca, anche quelli più piccoli ma decisivi per lo sviluppo, alla difesa ed al rilancio dell’autonomia decisionale e didattica degli atenei e degli enti di ricerca, alla difesa ed alla tutela delle condizioni materiali del personale docente delle università e dell’AFAM, dei lettori di madre lingua, dei ricercatori degli enti e di tutto il personale tecnico amministrativo; dal potenziamento dei settori dell’educazione degli adulti e dei CTP, agli IFTS, alla difesa e al rilancio dell’autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche, alla tutela del personale, con particolare riguardo per i transitati ATA e ITP dagli Enti Locali e per gli inidonei, dagli Ata ai docenti ai dirigenti scolastici.
Su queste tematiche rimandiamo alla lettura delle specifiche schede di approfondimento.
Ciò che sappiamo è che l’indizione dello sciopero del prossimo 17 novembre per i comparti Università e Ricerca aveva prodotto l’effetto di smuovere le acque e quindi era stato lo stesso Governo a predisporre una serie di emendamenti che andavano nella direzione da noi richiesta.
Non possiamo dire, purtroppo, la stessa cosa per la scuola.
Non è escluso che quando il provvedimento arriverà al Senato, si possa riaprire uno spazio di intervento emendativo. In tal caso riproporremo in nostri emendamenti ripercorrendo tutte le strade possibili per farli arrivare a buon fine.
Roma, 10 novembre 2006
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