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CNR, giorno importante: grazie alla tenacia del sindacato si avvia il percorso di stabilizzazione per oltre 1.200 precari

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

16/11/2018
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Roma, 16 novembre - Dopo una lunga vertenza e una dura mobilitazione, che ha visto in prima fila i Precari Uniti del CNR, con al fianco la FLC CGIL e le altre sigle confederali, oltre al resto delle lavoratrici e dei lavoratori del CNR, si avvia il processo di stabilizzazione degli oltre 1.200 precari. Il primo blocco di 1.064 sarà assunto entro il prossimo mese di dicembre.

“Si tratta di un risultato importante – afferma Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL – frutto di un lungo lavoro che ha visto in prima fila da subito la FLC CGIL nel rivendicare il diritto alla stabilizzazione per precari degli Enti Pubblici di Ricerca, compresi i lavoratori flessibili, in questa condizione anche da 20 anni. Una battaglia iniziata all’indomani del decreto D’Alia, con la pratica delle proroghe finalizzate dei contratti a termine attraverso lo strumento della contrattazione di Ente, perseguita nell’accordo del 30 novembre 2016 fra governo e parti sociali, con il quale si riapriva, dopo 9 anni di blocco, la stagione dei rinnovi dei contratti e si impegnava il governo al superamento del precariato nelle PP.AA., concretamente con l’art. 20 del decreto Madia.

Ma principalmente – continua Sinopoli – è il frutto della grande mobilitazione messa in campo nel CNR con manifestazioni a Palazzo Vidoni, alla Camera o al MIUR. Lo scorso anno in occasione della discussione della Legge di Bilancio del 2018 si è arrivati ad occupare il CNR, fatto che non avveniva da 40 anni, e si è arrivati a reperire le risorse finanziarie (seppure insufficienti) per dare gambe agli strumenti normativi. Importante è stata l’unità del movimento dei precari CNR, che ha saputo utilizzare tutti gli strumenti per arrivare alla stabilizzazione di tutti, compresi gli assegnisti di ricerca. Un riconoscimento va anche all'Ente e al suo presidente Inguscio, che alla fine ha preso in carico il problema e lo sta portando a soluzione. Non finisce qui la nostra battaglia, perché il percorso può ancora avere inciampi, ma oggi esprimiamo la nostra soddisfazione per un grande risultato che in parte ci ascriviamo. Ora bisogna continuare i processi di stabilizzazione anche negli altri EPR, rivendicare, come stiamo facendo nella Legge di bilancio, maggiori finanziamenti ordinari per la Ricerca Pubblica. Ma con forza, conclude Sinopoli, diciamo al governo di non usare la Ricerca Pubblica come terreno di scontro politico, come nel caso dell’ASI e dell’ISTAT. I moniti del Presidente Mattarella vanno ascoltati”.