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Alternanza scuola-lavoro: da Salvini dichiarazioni in libertà mentre Bussetti tace

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

17/07/2019
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Roma, 17 luglio - Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, in maniera estemporanea, visto che non ci risulta che abbia delega diretta né sul lavoro, né sull’istruzione, ha dichiarato ieri di voler aumentare le ore di alternanza scuola-lavoro nei soli istituti professionali: si tratta di proclami che alla scuola non servono e delineano, oltre la schizofrenia di un governo che con la legge di bilancio le ha appena dimezzate, una visione politica circa le finalità dell’alternanza in continuità con quella dei governi precedenti.

Ribadiamo che l’alternanza è una metodologia didattica in cui gli istituti definiscono in autonomia, coerenti con i vari indirizzi di studio e con il Piano Triennale dell'Offerta Formativa, le caratteristiche di esperienze in contesti “plurali”, finalizzate alla crescita personale e alla formazione delle studentesse e degli studenti in realtà lavorative concrete, ma sempre intese come parte fondamentale del progetto educativo.
La piena responsabilità organizzativa e didattica è delle scuole: per questo non deve esserci un monte ore obbligatorio che fissi indiscriminatamente un vincolo doveroso da assolvere anche ai fini dell’esame di Stato.

Come FLC CGIL vogliamo che si parli di scuola, ma nel merito delle questioni, costruendo un percorso di proposte organiche, ragionate in una prospettiva di attuazione e soprattutto indirizzate alla crescita culturale e intellettiva dei nostri alunni che sempre più ne mostrano il bisogno. Affidarsi a liberi pensieri che possono, di volta in volta, apparire come promesse o minacce, destabilizza qualsiasi progetto di miglioramento del nostro sistema che, sempre di più, ha bisogno di certezze, risorse, fiducia e investimenti.

Intanto il responsabile del MIUR, il ministro Bussetti, tace e questo suo silenzio è fin troppo assordante.