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Rapporto Istat 2007: si conferma lo stato di grande incertezza in cui si trova il Paese

In calo le retribuzioni da lavoro dipendente, ancora in aumento l'inflazione.

29/05/2008
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La presentazione del rapporto Istat è sempre un momento utile di riflessione sullo stato del Paese. Il quadro complessivo ci presenta una situazione di grande incertezza e preoccupazione con una crescente difficoltà dei lavoratori dipendenti, delle famiglie, dei giovani.

Mentre continua la crescita dell’economia mondiale, quella Italiana ha subito un rallentamento nei primi mesi del 2008, dopo una fase positiva durata fino alla fine del 2007. Il mantenimento dei livelli di consumo nel 2007 è stato però favorito dalla crescita del reddito derivante da attività finanziarie e da lavoro autonomo. Diminuiscono invece le retribuzioni lorde dei lavoratori dipendenti a conferma di una tendenza evidente già da alcuni anni.

L’inflazione cresce, spinta dall’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari.

Per quanto riguarda la bilancia commerciale si registra un saldo positivo delle esportazioni verso i mercati extra UE anche rispetto ad altri paesi comunitari. Preoccupanti, invece, le strategie delle imprese che per essere competitive continuano a trasferire all’estero parti rilevanti della loro produzione con effetti negativi sull’occupazione in intere filiere produttive.

Rispetto al mercato del lavoro, al costante calo della disoccupazione corrisponde però un mancato aumento dell’occupazione. Insomma cresce il numero delle persone che non cerca lavoro, provando ad investire nella formazione, oppure semplicemente decide di non cercare. Si conferma che il lavoro viene eventualmente trovato attraverso le reti informali e amicali a fronte di una debolezza dei sistemi istituzionali di inserimento e orientamento. Per quanto riguarda la condizione delle famiglie si registra un peso sempre maggiore del costo delle abitazioni soprattutto per le giovani coppie. In generale aumenta la quota di spesa destinata alla casa, ai trasporti, all’energia mentre calano le spese per sanità, istruzione, cultura e tempo libero. Hanno ripreso vigore le migrazioni interne e sempre di più sono gli stranieri, in particolare, che si muovono sul territorio. Sono circa tre milioni e mezzo gli stranieri residenti con un regolare permesso di soggiorno ed un lavoro e le analisi confermano come i provvedimenti di regolarizzazione hanno rappresentato per molti degli individui coinvolti non solo la possibilità di uscire dall’illegalità ma anche l’inizio di un percorso di stabilizzazione.

Per le caratteristiche del fenomeno, per le sue dimensioni diventa fondamentale investire in politiche di accoglienza soprattutto nell’istruzione per le seconde generazioni, l’assistenza sociosanitaria, i mezzi di trasporto pubblici. Gli elementi di riflessione insomma non mancano; la speranza è che non vengano ignorati da chi ha oggi la responsabilità di governare il Paese. La CGIL farà la sua parte perché ciò non accada.

Roma, 29 maggio 2008

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