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Istruzione superiore, processo di Bologna: le richieste dell'Internazionale dell'Educazione ai ministri europei

46 ministri responsabili dell'istruzione superiore si sono riuniti a Lovanio per analizzare l'andamento del processo di Bologna e definire le future priorità ed ambiti di lavoro. Alla riunione ha partecipato anche l'Internazionale dell'Educazione, presente come partner nel gruppo di monitoraggio. L'IE chiede ai Ministri dei paesi coinvolti nel processo di Bologna più risorse e migliori condizioni per la mobilità del personale e degli studenti.

11/05/2009
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Nonostante le difficoltà e le proteste che serpeggiano a fasi alterne in molti paesi europee – le più recenti in Grecia ed in Spagna – il processo di Bologna è ormai una realtà che coinvolge un numero sempre più elevato di paesi, anche al di fuori del contesto europeo. Ed è proprio la dimensione internazionale del processo ad avere caratterizzato l’ultima parte della riunione dei ministri: in un forum con 16 ministri di governi non europei si è, infatti, discusso sulle modalità per l’avvio del dialogo e della cooperazione a livello internazionale.

Per quanto riguarda l’andamento del processo di Bologna, nel comunicato finale i ministri identificano le seguenti priorità per la prossima decade: dimensione sociale, life long learning, ricerca ed innovazione, apertura internazionale e mobilità, adozione dell’obiettivo di coinvolgere entro il 2020 almeno il 20% del personale nei processi di mobilità a livello europeo ed internazionale.

Nel comunicato, i ministri hanno fatto riferimento anche alla necessità di raccogliere dati accurati per aiutare il monitoraggio dell’attuazione degli obiettivi di Bologna e all’uso di strumenti trasparenti per fornire informazioni sulle istituti. I ministri hanno anche confermato che il finanziamento pubblico rimane la principale priorità per garantire uno sviluppo sostenibile dell’istruzione superiore. Nel suo intervento, l’Internazionale dell’educazione ha chiesto ai ministri e alle istituzioni di lavorare ad un’attuazione del processo di Bologna che sia in grado di coinvolgere i diversi attori, tra cui i docenti, il personale e gli studenti.

E’ stata, anche, sottolineata la necessità di incrementare i finanziamenti pubblici, soprattutto nell’attuale periodo di crisi economica, per sostenere le università nei processi di riforma e di garantire la stabilità del personale, invertendo l’attuale politica che vede un aumento notevole dei posti di lavoro a tempo determinato.

Prossimi obiettivi dell’Internazionale dell’Educazione sono lo sviluppo della campagna sulla mobilità insieme con l’Associazione europea degli studenti e l’analisi dell’attuazione del processo di Bologna da presentare alla prossima conferenza dei ministri che si terrà nel marzo 2010.

Roma, 11 maggio 2009