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Europa: plebiscito per il processo di Bologna?

Avanza il modello organizzativo 3+2+3, ma “sotto il vestito” le differenze sono ancora molte

11/07/2007
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Secondo Le Monde de l’Education di giugno assisteremmo in Europa ad un vero proprio plebiscito a favore del modello universitario proposto dal “processo di Bologna, che sembra spopolare anche in paesi come la Russia e la Turchia. L’82% degli atenei risulterebbero infatti conformi al nuovo modello 3+2+3. Solo nel 2003 erano il 53%.

In Italia, Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito, Irlanda, Norvegia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Slovenia, Croazia, Jugoslavia, Romania, Slovacchia e Turchia si sfiorerebbe il 100%. Svizzera, Polonia, Repubblica Ceca, Bulgaria, Macedonia e Grecia sarebbero comunque oltre il 70%. In altri paesi come Germania, Svezia, Austria, Estonia, Bosnia, Spagna e Portogallo i due sistemi in pratica conviverebbero. Solo l’Ungheria sembra segnare il passo al di sotto del 50% di adesioni.

Malgrado questi successi però ci sono punti che restano problematici. Secondo l’Associazione Europea delle Università è sbagliato che ci siano paesi che come la Germania mantengono in piedi entrambi i sistemi. Allo stesso modo il cosiddetto “supplemento al diploma” che precisa le qualifiche ottenute con una laurea o con un master sembra ancora essere rilasciato solo dalla metà delle università europee.

Anche sul sistema dei crediti non mancano i problemi. Ci sono paesi come la Francia dove gli ECTS possono essere compensati da un anno all’altro, mettendo in discussione il valore qualitativo e non puramente quantitativo del credito.

E sul sistema dei titoli ci sono ancora differenze nella scansione dei cicli, soprattutto nel passaggio dal primo triennio al secondo biennio. In alcuni paesi poi pesa la distinzione tra titolo accademico e titolo professionale, che in altri invece coincidono perfettamente.

Roma, 11 luglio 2007