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Accordo interconfederale Confindustria-Sindacati, Camusso: accordo importante, ferma deriva e ci fa ripartire

Entro il 17 settembre il pronunciamento degli iscritti per la validazione dell'ipotesi di accordo. Le singole categorie organizzeranno le modalità del voto che sarà vincolante per tutta la confederazione (categorie e territori).

06/07/2011
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Da www.cgil.it

"Un accordo importante, non risolutivo, che contiene delle risposte a delle nostre rivendicazioni, ferma una deriva e ci consente di provare a ripartire in un'altra direzione e con altre modalità da una stagione di profonda divisione". Questo in sintesi il giudizio del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, sull'ipotesi di accordo interconfederale siglata il 28 giugno da CGIL, CISL, UIL e Confindustria, nel corso del suo intervento al Comitato Direttivo della confederazione di Corso d'Italia.

Un giudizio nel merito dell'accordo e che, secondo il Segretario Generale della CGIL, "va collocato all'interno del contesto in cui si muovevano le relazioni sindacali: dall'accordo separato sul modello contrattuale del 2009 fino agli accordi FIAT che hanno messo in discussione il contratto collettivo nazionale di lavoro, passando per le politiche di condizionamento perpetrate dal governo per dividere il fronte sindacale e l'ipotesi di interventi legislativi per rendere alternativo il contratto aziendale a quello nazionale".

Nel dettaglio Camusso ha sottolineato, nel corso della sua relazione introduttiva al Comitato Direttivo, che "l'accordo è importante perché ripristina regole condivise, come il punto sulla misurazione della rappresentanza che recepisce una nostra rivendicazione storica". Il Segretario Generale CGIL ha poi spiegato che "non esiste in quella intesa un potere demandato alle sole organizzazioni sindacali ma c'è l'espressione della volontà di tutti i lavoratori anche attraverso una esplicita cessione del potere contrattuale alle loro rappresentanze". Sul tema della rappresentanza, oltre a precisare che "per come è costruita l'intesa c'è sempre una relazione tra i lavoratori e la rappresentanza", Camusso ha affermato che "con l'ipotesi di accordo del 28 giugno riproviamo a ripartire un'altra volta per conquistare l'estensione generalizzata delle RSU dopo l'accordo del ‘93".

Quanto ai temi contrattuali, "l'accordo ristabilisce la gerarchia delle fonti - ha precisato il numero uno del sindacato di Corso d'Italia -, che viene esplicitamente affermata, assumendo come punto di riferimento il contratto nazionale che dovrà prevedere ciò che può essere delegato al secondo livello di contrattazione, impedendo così che la derogabilità sin qui praticata dal secondo livello svuotasse progressivamente il contratto nazionale". Proprio la centralità di quest'ultimo, secondo Camusso, ha determinato "il no della FIAT e la conseguente lettera inviata dall'amministratore delegato al presidente di Confindustria, insieme al punto sulla transitorietà". Quest'ultimo, infatti, in attesa che i rinnovi dei contratti nazionali stabiliscano i temi della contrattazione di secondo livello, prevede "il consenso delle organizzazioni sindacali su possibili intese adattative del contratto aziendale".

Sulla validazione dell'ipotesi di accordo, in relazione a quanto prevede l'articolo 6 dello Statuto della CGIL, Camusso ha spiegato che "il pronunciamento degli iscritti si svolgerà sul dispositivo che verrà approvato dal Direttivo: saranno le singole categorie ad organizzare le modalità del voto che si dovrà concludere entro il 17 settembre e che sarà vincolante per tutta la confederazione (categorie e territori)".

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