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Università, allarme Isee si rischia il crollo delle borse di studio

Con le nuove regole più difficile avere le agevolazioni: negli atenei domande in calo del 20-30%. Ora il governo promette di intervenire.

11/10/2015
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Il Messaggero

ROMA Ricchi in un solo colpo. Da un anno all'altro gli studenti universitari si ritrovano con così tanti soldi in tasca da non aver più bisogno della borsa di studio. Almeno così sembra, stando ai dati delle prime graduatorie delle assegnazioni dei sussidi. Rispetto agli idonei dello scorso anno, infatti, resta senza borsa almeno uno studente su quattro. A seguire inevitabilmente anche i tagli sulla mensa, sugli alloggi e i trasporti. Il motivo? È nel nuovo Isee che, considerando tutti i redditi sia patrimoniali sia reddituali dell'intero nucleo famigliare, fa risultare lo studente più ricco. Anche il patrimonio immobiliare, tramite il nuovo Ispe, viene calcolato diversamente. E così lo studente esce fuori dalle graduatorie di coloro che hanno diritto alle agevolazioni, anche se in realtà rispetto allo scorso anno la sua condizione non è variata.
LE ASSOCIAZIONI DEGLI STUDENTI
L’Unione degli Universitari, raccogliendo i primi dati, assicura che ad Ancona la lista degli idonei ha perso il 27,9% degli studenti dello scorso anno, a Cagliari il 21,75%. In Lombardia è andato in fumo il 20% delle borse di studio, il 18% in Toscana. Dal Link coordinamento universitario arriva anche l'allarme di quanti, di fronte ai nuovi indicatori, alzano le mani e rinunciano a presentare la domanda per la borsa di studio: in Toscana manca all'appello una domanda su quattro, rispetto allo scorso anno, addirittura una su tre in Puglia. Senza contare che gli universitari italiani partono già svantaggiati rispetto ai loro colleghi stranieri: la borsa di studio, in Italia, arriva infatti solo a uno studente su 10. Nel 2013-2014, secondo dati dell'Unione degli Universitari, ne hanno beneficiato 137.487 ragazzi, contro i quasi 323mila in Spagna, 424mila in Germania e ben 640mila in Francia.
Ma non è tutto. L'indicatore viene presentato anche per godere della riduzione delle tasse universitarie: il rischio quindi è quello di vedere tanti ragazzi in fuga dagli atenei, di fronte alle rate troppo esose da versare durante l'anno. Inevitabile la reazione degli studenti che, scesi in piazza venerdì in tutta Italia per rivendicare il diritto allo studio, hanno avuto un primo incontro al ministero dell’Istruzione e si preparano al tavolo tecnico, convocato dal Miur per il 16 ottobre, con Cnsu, Regioni e Andisu. «Gli studenti – denuncia Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell'Udu - vogliono risposte immediate all’emergenza Isee, fatte di finanziamenti supplementari e interventi legislativi per aumentare le soglie per l’accesso ai benefici attuali e nuovi bandi per gli universitari esclusi».
L’INTERVENTO
Nell'incontro di venerdì scorso il ministero ha ipotizzato di intervenire risolvere il problema, sia per l’emergenza di quest’anno sia per gli anni a venire. Si pensa anche a un aumento dei fondi destinati ai sussidi per il diritto allo studio. Commenta Dionisio: «Metteremo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione affinché non sia ancora una volta un semplice palliativo per smontare le mobilitazioni studentesche».
Lorena Loiacono


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