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Unità/Firenze: Tagli per 1989 posti alla secondaria

i numeri

21/09/2008
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l'Unità

Decimati i docenti nella scuola primaria e secondaria toscana. Al forum della scuola organizzato da tutte le associazioni di categoria venerdì a Firenze la tensione si taglia a fette. Secondo le proiezioni della Cgil, effettuate sui dati dell’ufficio scolastico regionale, se le anticipazioni del decreto Gelmini verranno confermate, saranno tagliati tra i 3500 e 4159 e ci saranno 1989 insegnanti in meno alla scuola secondaria.

«La razionalizzazione del governo non si limiterà alla scuola primaria - dice il segretario regionale della Flc Cgil Gianna Fracassi - in ballo c’è la riduzione del tempo scuola e dell’offerta formativa nelle scuole pubbliche di tutti gli ordini e gradi».

Ripartiti nelle varie province il numero degli insegnanti che verrà a mancare nelle scuola elementare sarà compreso tra 861 e 1032 a Firenze, tra 504 e 605 ad Arezzo, tra 205 e 246 a Grosseto, tra 279 e 335 a Livorno, tra 370 e 444 a Lucca, tra 172 e 207 a Massa, tra 359 e 430 a Pisa, tra 247 e 296 a Pistoia, tra 224 e 268 a Prato e tra 247 e 296 a Siena. Per le superiori, invece, i tagli riguarderanno 455 docenti a Firenze, 224 ad Arezzo, 134 a Grosseto, 185 a Livorno, 225 a Lucca, 136 a Massa, 206 a Pisa, 157 a Pistoia, 120 a Prato e 147 a Siena. Altro che voto in condotta e grembiulini obbligatori. Secondo Mario Batistini della Flc Cgil di Firenze la situazione è peggiore di ogni previsione. «È il momento di avanzare dei progetti concreti di contrasto al decreto - dice - perché i forum e le manifestazioni in piazza da sole non bastano più». Stavolta a rischio c’è tutta l’offerta didattica come è stata conosciuta fino ad ora: non solo il tempo pieno alle elementari, ma anche alla materna dove l’apertura pomeridiana sarà possibile solo su richiesta per i più “bisognosi” con relativo accorpamento delle classi. «Salteranno anche i laboratori negli istituti tecnici e professionali», aggiunge il segretario provinciale della Flc Cgil di Firenze Alessandro Rapezzi. Non finisce qui. Nonostante le dichiarazioni di rassicurazione da parte del ministro sul mantenimento delle scuole di montagna nella bozza del decreto che circola in questi giorni si parla chiaro e tondo di chiusura dei plessi scolastici che ospitano meno di 300 alunni, mentre è rimandata a una valutazione successiva l’eventuale accorpamento degli istituti che ospitano da 500 a 900 studenti. In Toscana le scuole che hanno meno di 300 alunni sono 14 concentrate nelle provincie di Massa Carrara, Arezzo, Lucca, Grosseto, Pisa, Livorno e Firenze. Rodolfo Sorrenti della UIl di Pisa annuncia che per tutto il mese si svolgeranno assemblee in tutte le scuole della provincia. Forte la preoccupazione anche dei rappresentanti delle istituzioni. Per l’assessore all’istruzione del comune di Firenze Daniela Lastri è un grave ritorno indietro: «Tanto più che si abbattono le risorse proprio quando aumentano gli alunni e il numero dei disagi certificati dai servizi sociali».

s.ren.


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