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Unità: Finanziamenti agli scienziati under 40

Per merito e non per cooptazione. Levi Montalcini: «È una rivoluzione»

07/12/2007
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l'Unità

di Nedo Canetti / Roma

PER LA RICERCA in Italia è «un momento rivoluzionario». Parla la senatrice a vita, Rita Levi Montalcini. «Finalmente - ha detto a Palazzo Madama, assieme ai col-
leghi Ignazio Marino e Vittoria Franco - si dà spazio al merito: in poco tempo è cambiato tutto e potremo così competere con gli altri Paesi». L’entusiasmo del Premio Nobel nasce dall’approvazione, nel testo della finanziaria, di una norma che destina, per il 2008, ai ricercatori sotto i 40 anni, un fondo di 81 milioni di euro, contro gli appena 16 di quest’anno, fondi destinati a finanziare i progetti presentati, e selezionati da una commissione ad hoc, dai giovani scienziati. È stato Marino ad illustrare quello che ha definito un «grande passo avanti». La scorsa finanziaria, ha ricordato, prevedeva che il 5% dei fondi per la ricerca a disposizione del ministero della Salute, venissero destinati a progetti presentati da ricercatori under 40. Con il 2008 gli verrà destinato il 10% del First (Fondo per la ricerca scientifica e tecnologica) e il 10% per la ricerca biomedica del dicastero della Salute, tutti destinati alla ricerca scientifica. Con la selezione operata dalla commissione (per la prima volta si introduce la “peer review”, ossia l’unico sistema universalmente riconosciuto di valutazione fatta da specialisti italiani e stranieri) sarà dato «uno stop definitivo - assicura Marino - all’influenza dei baroni e delle cordate politiche». Lo conferma Levi Montalcini. «Si dà ai giovani scienziati - considera- la possibilità di lavorare sulla base del merito e non dell’appartenenza a gruppi di potere o dalla "vicinanza" a baroni universitari». «Per me -ha aggiunto- è un privilegio, avendo quasi un secolo di vita, essere qui per vedere l’inizio di un periodo nuovo: l’Italia ha oggi le carte per passare da fanalino di coda della ricerca a posizioni di testa, e questo non lo dico sulla base del mio naturale ottimismo, bensì sulla base dei fatti».
«Il futuro della ricerca italiana - ha condiviso Franco - sta nel suo ringiovanimento, basta rammentare che l’età media dei Capi dei dipartimento del Cnr è di 68 anni». «Dobbiamo passare - ha aggiunto, segnalando anche la legge sull’autonomia degli Enti di ricerca, recentemente approvata - alla fase del fare: le parole chiave saranno programmazione, autonomia e valutazione».


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