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Unità-cresce il tam tam on line per salvare Darwin dalla Moratti

Cresce il tam tam on-line per salvare Darwin dalla Moratti ROMA Continua on-line la protesta contro la decisione del ministro Moratti di escludere dalla scuola primaria lo studio di Darwin e dell'...

27/04/2004
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l'Unità

Cresce il tam tam on-line per salvare Darwin dalla Moratti
ROMA Continua on-line la protesta contro la decisione del ministro Moratti di escludere dalla scuola primaria lo studio di Darwin e dell'evoluzionismo. Sul sito de l'Unità (www. unita.it) sono ormai oltre trecento le firme di ricercatori, scienziati, divulgatori e direttori di musei scientifici che hanno sottoscritto l'appello contro la decisione del ministero della Pubblica Istruzione

. Abbagli ' polemiche

Quella che sta passando in questi giorni su Internet è infatti una vera e propria rivolta contro quella che anche uno scienziato di area cattolica come Bruno Dallapiccola ha definito una scelta "stupida e antistorica". La rivolta è iniziata in sordina. Sulle prime infatti la decisione del ministero di cancellare dall'insegnamento Darwin e l'evoluzionismo era sembrata ai più una sorta di lapsus calami, uno sbaglio, anzi meglio di un abbaglio. Del resto come pensare che proprio Darwin - e cioè il padre della moderna biologia - potesse essere escluso dagli argomenti di studio destinati alle scuolemedie ed elementari? A far scoppiare però la polemica è stata l'intervista concessa da Giuseppe Bertagna, membro di spicco della commissione per la riforma dei programmi scolastici, al quotidiano il Foglio. In quella intervista il professor Bertagna ha affermato che accanto alla conoscenza della teoria dell'evoluzione vi sarà posto per la critica della sua degradazione, l'evoluzionismo, e che tale critica sarà discussa soltanto nella scuola secondaria superiore. Altro che lapsus calami: Bertagna ha parlato chiaro. Di Darwin si può parlare in maniera critica solo a partire dalle scuole superiori. "La notizia - si legge nel testo dell'appello dei ricercatori che potete trovare sul sito de l'Unità - è certamente sorprendente, soprattutto perché realizza una censura culturale che non ha riscontro in nessun altro paese e non ha precedenti in Italia neppure nei periodi in cui il cosiddetto "creazionismo scientifico" ha esercitato la sua massima influenza politica negli Stati Uniti". Del resto anche il titolo dell'articolo in cui erano state raccolte le dichiarazioni del rappresentante del ministero era abbastanza eloquente "Nessuna censura contro il compagno Darwin, ma qualche dubbio si". A ben leggere il testo dell'articolo più che di dubbi, si tratta di veri e propri "oblii della ragione". Intanto perché Darwin viene dipinto come "compagno " perché, si legge "anticipa le magnifiche sorti e progressive delmarxismo ". Come se il padre della teoria dell' evoluzione della specie, il teorico della selezione naturale del più adatto avesse qualcosa a che spartire con il comunismo. La prova della sua contrarietà alla dottrinamarxista sta proprio nel fatto che anche nella Russia di Stalin oltre che nell'Italia di Berlusconi e della Moratti, lo studio di Darwin era bandito dalle scuole.

Adesioni prestigiose Forse è proprio perché Darwin non può essere accusato di essere scienziato di parte che la protesta sta raggiungendo un così alto numero di adesioni così prestigiose. Tra i firmatari dei vari appelli infatti figurano i nomi più importanti della ricerca in Italia: Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, Umberto Veronesi, Enrico Alleva, Guido Barbujani, Enrico Bellone, Marcello Buiatti, Bruno Dallapiccola, Luca Cavalli Sforza, solo per citarne alcuni. Di pochi giorni fa poi la notizia che anche l'Accademia dei Lincei sta preparando un documento per reintrodurre tra le materie di studio anche delle elementari e delle medie l'evoluzionismo. Al progetto stanno lavorando alcuni scienziati della "classe di scienze fisiche" (così si chiama uno dei gruppi di lavoro dell'Accademia) tra i quali Enrico Alleva, Carlo Alberto Redi, Ernesto Capanna e Stefano Turillazzi.


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