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U ità-Università, la rivolta dilaga in tutt'Italia

Roma, Milano, Genova, Bologna, Pisa, Bari: tantissime iniziative e manifestazioni. Panini, Cgil: "Sciopero riuscito, il governo è in piena confusione" Università, la rivolta dilaga in tutt'It...

03/03/2005
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Roma, Milano, Genova, Bologna, Pisa, Bari: tantissime iniziative e manifestazioni. Panini, Cgil: "Sciopero riuscito, il governo è in piena confusione"

Università, la rivolta dilaga in tutt'Italia

Cortei, catene umane, sit-in, assemblee contro la riforma. In campo anche i rettori: "Dalla Moratti solo demagogia"

Wanda Marra

ROMA Mascherine sul volto e camici da laboratorio, ieri ricercatori, precari e studenti hanno circondato l'Università Cattolica di Milano: una catena umana per dire no alla controriforma dell'università voluta dalla Moratti. Ma come a Milano, la comunità accademica si è mobilitata in tutta l'Italia per la giornata di sciopero indetta dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni della docenza. E le iniziative, a cui hanno partecipato docenti, ricercatori, precari, studenti, ma anche parlamentari si sono moltiplicate: occupazioni a Bari, cortei (2000 persone a Torino, oltre 1000 a Pisa, molte a Roma, dove la Sapienza era praticamente deserta), assemblee aperte (400 persone a Bologna, molte anche a Cosenza), diverse centinaia di presidi a Firenze, volantinaggi a Genova, catene umane non solo a Milano, ma anche a Padova (oltre 600 persone hanno circondato l'università).
Tutti fermi. L'università italiana si è fermata, con adesioni allo sciopero di oltre il 60% con punte dell' 80%, secondo la Flc-Cgil. "C'è stata una grande partecipazione", ha affermato il segretario generale, Enrico Panini.
La comunità accademica chiede il ritiro del ddl Moratti. E avanza le richieste che sono le stesse dall'inizio della protesta, circa un anno fa: l'istituzione della terza fascia della docenza (che sostituisca gli attuali ricercatori, riconoscendo loro il lavoro che svolgono, di professori a tutti gli effetti) e 20.000 nuovi posti, per risolvere il problema dei circa 50mila precari dell'università; la netta distinzione tra reclutamento e avanzamento della carriera, prevedendo un concorso nazionale per il reclutamento (prevalentemente nella terza fascia) e un giudizio nazionale di idoneità individuale per passare da una fascia all'altra (in modo da evitare i "finti" concorsi nei singoli atenei, fatti di solito per far vincere un candidato predeterminato); il rinnovo immediato del CUN.
Il ddl dei misteri. Nel frattempo, nessuno sa più esattamente quale sia il testo del ddl Moratti: mentre il Ministro fa promesse, il relatore di maggioranza, Pepe scrive cose diverse. Tra le varie modifiche apposte ultimamente sotto la pressione della mobilitazione (tanto che la discussione in aula che era prevista per la settimana scorsa è stata destinata a data da destinarsi) l'ultima è dell'altro ieri, a ridosso dello sciopero, quando una parte della legge delega è stata trasformata in legge ordinaria, un "contentino" che non risolve nessuno dei problemi sul tappeto. "Il Governo è entrato nella più assoluta confusione, diviso fra l'incapacità di aprire alcun confronto con il movimento di lotta, e il tentativo di portare in porto manovre di inequivoco stampo preelettorale ha denunciato Panini si trasforma parte del provvedimento in una legge ordinaria, ma non cambia la sostanza delle scelte. E si rende impossibile il democratico esercizio dei compiti del Parlamento per cui si va in Aula impedendo ogni esame approfondito da parte delle Commissioni parlamentari degli emendamenti presentati all'ultimo momento dal governo". E la mobilitazione continuerà: il coordinamento delle sigle sindacali e della docenza, riunito ieri mattina in un'assemblea a Roma, ha programmato una manifestazione nazionale di protesta che si terrà certamente prima di Pasqua e molto probabilmente il 15 marzo. Inoltre, ieri la Crui ha organizzato un incontro con la stampa, al quale hanno partecipato molti Rettori, in concomitanza con lo sciopero per ribadire il suo appoggio alla protesta. "Chiediamo tempo per ragionare sulle cose, evitando l'assunzione di provvedimenti assurdi perché demagogici e inapplicabili come quelli recentemente proposti dal relatore di maggioranza al ddl", ha dichiarato il Presidente, Piero Tosi, denunciando: "Bisogna uscire dal clima elettorale".
Irrinunciabili. La Crui, che oggi incontrerà la Moratti, dalla quale è stata convocata, ha ribadito alcuni punti che ritiene irrinunciabili: la necessità di introdurre per gli attuali ricercatori la terza fascia della docenza non ad esaurimento, di cancellare l' ipotesi di idoneità di professore associato aperta a tutti, che definisce "demagogica, inapplicabile e, ove applicata, foriera di costi insostenibili"; di definire stanziamenti specifici con i quali finanziare i contratti di ricerca, coprire i costi per la realizzazione del terzo livello, incentivare la chiamata di idonei a professore associato. Inoltre ha espresso netta contrarietà per la proposta di assegnare il 7% in più di risorse agli atenei privati attingendo quelle risorse dal fondo per le università pubbliche. La Crui, infine, ha avanzato la richiesta di un incontro con il Presidente della Camera e con la VII Commissione per ribadire la necessità di affrontare il dibattito sul sistema universitario nel modo più ampio e istituzionalmente più corretto possibile.


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