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Tuttoscuola-La Consulta bacchetta il governo sul bonus scuola

Censurato uno sconfinamento del Governo La Consulta bacchetta il governo sul bonus scuola La Corte costituzionale ancora una volta in materia di istruzione ha censurato uno sconfinamento d...

01/01/2005
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Tuttoscuola

Censurato uno sconfinamento del Governo
La Consulta bacchetta il governo sul bonus scuola

La Corte costituzionale ancora una volta in materia di istruzione ha censurato uno sconfinamento del Governo. La sentenza n. 423/2004 depositata appena poche ore fa ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 3 comma 101 della legge 24 dicembre 2003 n. 350, nella parte in cui prevede l'erogazione delle somme ivi indicate per le finalità previste dall'art. 2 comma 7 della legge n. 289 del 2002, che si riferiscono al cosiddetto bonus scuola.
La corte ha ritenuto che la disposizione legislativa invade la sfera di competenza delle Regioni, in quanto la materia relativa a contributi per la iscrizione a scuole paritarie rientra nella materia "istruzione" attribuita alla competenza legislativa concorrente (art. 117 terzo comma della Costituzione).

La pronuncia impone al Governo di reperire un finanziamento di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005-2006 per "l'attribuzione alle persone fisiche di un contributo, finalizzato alla riduzione degli oneri effettivamente rimasti a carico per l'attività educativa di altri componenti del medesimo nucleo familiare presso scuole paritarie". La pronuncia del 16 dicembre appare perfettamente coerente con l'indirizzo giurisprudenziale definito con la sentenza del 13 gennaio 2004 n. 13 con la quale la corte, in materia di definizione delle piante organiche del personale docente delle istituzioni scolastiche, ha affermato che la competenza non può essere affidata ad un organo statale perché nel nuovo quadro costituzionale "la materia istruzione... forma oggetto di potestà concorrente".

Per la particolare rilevanza della questione, che richiede continuità di erogazione in relazione ai diritti costituzionali implicati, la corte ha affermato che si "giustifica che restino salvi gli eventuali provvedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti".


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