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Tuttoscuola focus-Gli echi italiani del rapporto Stasi sulla laicità

Gli echi italiani del rapporto Stasi sulla laicità Almeno per il momento non sembrano esserci in Italia importanti ripercussioni di quel grande fatto politico-mediatico, ma anche culturale e di pub...

15/12/2003
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Tuttoscuola

Gli echi italiani del rapporto Stasi sulla laicità
Almeno per il momento non sembrano esserci in Italia importanti ripercussioni di quel grande fatto politico-mediatico, ma anche culturale e di pubblico confronto, che è in Francia il dibattito sulla laicità, culminato nella pubblicazione del rapporto finale della commissione Stasi, del quale abbiamo per primi dato notizia in "Tuttoscuola.com" lo scorso 11 dicembre.
La soluzione architettata dalla commissione francese, fortemente voluta dal presidente Chirac, suggerisce l'approvazione di una nuova legge che, confermando ed adeguando quella storica del 1905, vieti non i simboli, ma la loro ostentazione, con l'eccezione del velo islamico, della kippah ebraica e della croce cristiana (ma solo se "grande"), proibiti non per il loro significato religioso ma perché divenuti socialmente dirompenti, fonte o pretesto di conflittualità. Il rapporto Stasi affronta anche molte altre problematiche, relative al sistema sanitario, ai luoghi di lavoro, al sistema giudiziario e così via, ma sviluppa soprattutto la questione della presenza dei simboli "ostentativi" nelle aule scolastiche, dove si erano recentemente segnalati casi di forte conflittualità "identitaria" legati soprattutto (ma non solo) all'esibizione del velo islamico. C'è ora grande attesa per le decisioni che il presidente Chirac renderà note il 17 dicembre.
In Italia, a parte i risvolti soprattutto mediatici della vicenda del crocifisso di Ofena, la situazione appare più tranquilla e controllata, anche perché nelle scuole a forte composizione multietnica si è finora operato in modo generalmente equilibrato e tollerante, cercando l'inclusione e la compresenza dei simboli, velo compreso, piuttosto che l'esclusione di qualcuno di essi, ovviamente a partire dal crocifisso. Ma sarà bene seguire gli sviluppi del dibattito in corso in Francia, e preparare per tempo misure atte a prevenire, piuttosto che a reprimere, situazioni di conflittualità.


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